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  • mercoledì 18 Maggio 2011

Al Qaida ha un capo ad interim?

L'egiziano Saif Al-Adel sarebbe stato scelto come reggente, finché non si riuscirà a riunire nello stesso posto tutti i membri della shura

Al Qaida avrebbe scelto il suo leader ad interim, una specie di traghettatore. La notizia sta girando molto, e con fonti diverse: Peter Bergen, esperto di terrorismo, lo ha scritto su CNN, dicendo che la sua fonte è Noman Benotman, un ex militante di un gruppo estremista vicino ad Al Qaida, che conosce bene le dinamiche del gruppo degli ultimi vent’anni. La Reuters ha confermato la notizia, che secondo il Washington Times è stata rilanciata anche dai media pakistani. L’uomo in questione, il temporaneo successore di Osama bin Laden alla guida di Al Qaida, sarebbe Saif Al-Adel. Il Post aveva scritto di Saif Al-Adel qualche settimana fa, scorrendo la lista dei potenziali nuovi leader di Al Qaida.

Saif Al-Adel è egiziano ed è un ex agente delle forze speciali: sarebbe stato scelto come traghettatore per placare il crescente nervosismo all’interno dell’organizzazione dovuto all’assenza di una guida chiara, dopo la morte di bin Laden. La decisione non sarebbe stata presa formalmente dalla shura di Al Qaida, il consiglio che ha il compito di scegliere il successore di bin Laden, perché fino a questo momento è stato impossibile riunire tutti i suoi membri nello stesso posto: sono nascosti e in fuga, infatti, nel timore di essere rintracciati grazie alle informazioni rinvenute ad Abbottabad. Saif Al-Adel sarebbe stato scelto, quindi, da un gruppo di sei-otto leader di Al Qaida al confine tra Afghanistan e Pakistan.

L’età precisa di Saif Al-Adel non è nota, ma dovrebbe avere circa cinquant’anni. È stato accusato di aver preso parte all’assassinio del presidente egiziano Anwar Al Sadat; poi è fuggito dall’Egitto e si è unito ai mujaheddin per combattere l’invasione sovietica dell’Afghanistan, negli anni Ottanta. Dopo la caduta dei talebani, nel 2001, si è trasferito in Iran e da lì ha progettato gli attentati di Riyadh, insieme al gruppo saudita di Al Qaida. All’interno di Al Qaida si occupa soprattutto dell’addestramento dei membri dell’organizzazione e di operazioni di intelligence. Ha anche pubblicato una specie di manuale del terrorista perfetto. Il suo primo incarico, a quanto pare, sarà fare i conti con la gigantesca fuga di notizie e informazioni legate al ritrovamento del rifugio di Osama bin Laden.