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  • mercoledì 4 Maggio 2011

«Se si fosse arreso, lo avremmo preso vivo»

Il capo della CIA e la Casa Bianca danno nuovi dettagli dell'azione in cui è stato ucciso bin Laden

«Per circa 20-25 minuti non abbiamo saputo esattamente cosa stesse succedendo», ha spiegato Leon Panetta – capo della CIA e prossimo segretario della Difesa degli Stati Uniti – in un’intervista alla tv PBS, parlando del gruppo di persone che seguiva l’attacco contro l’abitazione di Osama bin Laden dalla “situation room” della Casa Bianca. Solo la parola in codice “Geronimo” raccolta dal capo delle operazioni in Afghanistan li ha informati a un certo punto che bin Laden era stato ucciso. «Non credo che abbia avuto il tempo di dire niente», ha detto Panetta rispondendo a una domanda. La Casa Bianca ha anche corretto la sua precedente versione, affermando che bin Laden fosse disarmato quando è stato raggiunto e ucciso dagli uomini del commando.
Nuovi dettagli dell’azione sono stati raccontati nelle ultime ore in diverse occasioni da varie fonti  dell’amministrazione. In un’intervista alla rete NBC Panetta ha anche ammesso che alcune delle informazioni necessarie a individuare bin Laden sono state raccolte con metodi di interrogatori violenti e col famigerato “waterboarding”, la tecnica di soffocamento del prigioniero con l’acqua sotto accusa da tempo per essere di fatto una tecnica di tortura. Ma il dibattito sull’uso della tecnica è intricato, perché altre fonti mostrano che abbia avuto un ruolo limitato e che anzi alcuni degli interrogati in questo modo abbiano dato false informazioni sull’identità del “corriere” usato per localizzare bin Laden. Nella stessa intervista Panetta ha anche parlato delle foto di bin Laden morto, affermando che «alla fine saranno mostrate».

«La moglie di bin Laden ha aggredito il militare Navy SEALs che aveva raggiunto bin Laden, il quale le ha sparato in una gamba, ma non l’ha uccisa»: il soldato ha quindi sparato a bin Laden uccidendolo, ha spiegato Jay Carney, portavoce della Casa Bianca. Carney ha ammesso che le prime ricostruzioni erano state inesatte in alcuni punti, a causa del caos dell’azione, e che non era vera l’informazione che bin Laden avesse usato sua moglie come scudo (queste correzioni stanno generando diversi commenti critici sui media). Ma ha insistito che la scena era stata comunque una scena violenta, con gente che sparava all’interno dell’edificio e bin Laden non disposto ad arrendersi. Diversi esperti di regole di ingaggio hanno confermato che un nemico come bin Laden non può essere ritenuto immediatamente pericoloso solo perché ha un’arma in mano – può azionare esplosivi o dare ordini a qualcuno di farlo o di sparare – e che a meno che “non sia a terra inerme o si stia evidentemente arrendendo”, ci sono gli elementi per ucciderlo.

Panetta ha confermato nell’intervista di martedì sera alla NBC che gli ordini degli uomini erano di uccidere bin Laden.

«Ma è chiaro che secondo le loro regole d’ingaggio, se avesse immediatamente alzato le mani e si fosse consegnato, allora avrebbero avuto ovviamente l’opportunità di catturarlo»