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  • mercoledì 27 Aprile 2011

«Sono nato alle Hawaii»

Il testo del discorso di Obama sul suo certificato di nascita, "stupidaggini"

di Barack Obama

Buongiorno a tutti. Prima di tutto lasciatemi dire due parole sul fatto che quando si parla di qualsiasi altro argomento non riesco a ottenere questa attenzione da parte delle televisioni (risate). Ero giusto là dietro ad ascoltare Chuck, diceva che era strano che non stessi per parlare di sicurezza nazionale [oggi sono circolate molte indiscrezioni sulle prossime nomine a capo della CIA e ministro della Difesa, ndr]. Ma non sarebbero venuti qui tutti i canali televisivi se avessi parlato di quello, Chuck, e tu lo sai (risate).

Come è stato già anticipato, oggi abbiamo fornito ulteriori informazioni riguardo il mio luogo di nascita. Questa storia va avanti da due anni, due anni e mezzo. Penso che sia iniziata durante la campagna elettorale. E devo dire che negli ultimi due anni e mezzo ho guardato con perplessità al livello con cui la questione andava avanti. Ogni funzionario dello Stato delle Hawaii, democratici e repubblicani, ogni mezzo di informazione che se ne è occupato ha confermato che sì, io sono nato alle Hawaii il 4 agosto 1961, al Kapiolani Hospital. Abbiamo pubblicato il certificato rilasciato dallo Stato delle Hawaii su Internet, per permettere a chiunque di vederlo. Diverse persone hanno rilasciato dichiarazioni giurate in cui affermavano che avevano visto questo certificato di persona. Ma la questione continuava ad andare avanti.

Ora, normalmente non commenterei una cosa del genere, perché ogni giorno, ovviamente, ci sono parecchie storie di questo genere che girano sulla stampa e io ho altre cose da fare. Due settimane fa, però, quando i Repubblicani hanno presentato una proposta di bilancio che avrebbe enormi conseguenze per il Paese, quando io ho fatto un discorso sulla mia proposta di bilancio e sul fatto che, a mio parere, avessimo bisogno di investire nell’istruzione e nelle infrastrutture, durante l’intera settimana la notizia principale sui media non aveva nulla a che fare con queste gigantesche, monumentali scelte che dobbiamo prendere come nazione. La notizia aveva a che fare con il mio certificato di nascita. E questo era vero per la maggior parte degli organi di stampa che sono oggi presenti qui.

E su questo punto vorrei soffermarmi ancora. Abbiamo davanti a noi sfide enormi, là fuori. Là fuori c’è molta gente che sta ancora cercando un lavoro. L’aumento dei prezzi dei combustibili sta ancora danneggiando tutti. Avremo da prendere una serie di decisioni molto difficili a proposito di come investire nel nostro futuro, ma tenendo a freno il nostro deficit e il nostro debito pubblico – dovremo riuscire a farlo in modo equilibrato. Questo genererà dibattiti molto grandi e molto seri, dibattiti importanti. E saranno espresse molte opinioni fieramente contrarie – e questo è un bene. È così che funziona la democrazia. E io ho fiducia che il popolo americano e i leader politici americani possono mettersi d’accordo e decidere come risolvere insieme i problemi. Lo abbiamo sempre fatto.
Ma non saremo in grado di farlo se saremo distratti. Non saremo in grado di farlo se impieghiamo il nostro tempo a diffamarci l’un l’altro. Non saremo in grado di farlo se ci diamo alle invenzioni e fingiamo che i fatti non siano fatti. Non saremo in grado di farlo se ci lasciamo distrarre da fenomeni da baraccone e imbonitori.

Stiamo attraversando un momento molto serio e abbiamo le risorse per gestire le difficoltà che ci si presentano in un modo che renderà orgogliosi i nostri figli, i nostri nipoti e i nostri discendenti. Ho piena fiducia sul fatto che l’America del ventunesimo secolo è in grado di venirne fuori da vincitrice, come ha sempre fatto. Ma dobbiamo fare sul serio, per riuscirci.

So che c’è una parte di persone per cui questa questione non si risolverà, indipendentemente da come la presenteremo. Ma io sto parlando alla grande maggioranza degli americani e della stampa. Non abbiamo tempo per questo genere di stupidaggini. Abbiamo di meglio da fare. Io ho di meglio da fare. Abbiamo grandi problemi da risolvere. E ho fiducia che li possiamo risolvere, ma ci dobbiamo concentrare su di loro – non su questa storia. Grazie molte, a tutti.

foto: JEWEL SAMAD/AFP/Getty Images