Il conflitto di attribuzione permanente

Il governo apre una nuova procedura per bloccare il processo Mediaset contro il PresdelCons

La contestazione è sulla mancata accettazione del legittimo impedimento per un'udienza del 2010

La Presidenza del Consiglio ha dato mandato all’Avvocatura dello Stato di sollevare un conflitto di attribuzione presso la Corte Costituzionale sul processo contro Silvio Berlusconi per frode fiscale sui diritti tv Mediaset. In sintesi, significa una nuova iniziativa del governo volta a evitare che il PresdelCons venga processato, come spiega il Corriere della Sera:

Delle eccezioni coltivate dagli avvocati-parlamentari del presidente del Consiglio non si butta via niente: se non diventano leggi, o se diventano leggi fatte però poi a pezzi dalla Corte Costituzionale, son sempre buone per montarci un conflitto di attribuzione. Anche a scoppio ritardato, anche più di un anno dopo.

L’eccezione di cui si parla era stata la richiesta della difesa di Berlusconi che all’imputato venisse concesso di avvalersi del legittimo impedimento a partecipare a un’udienza del processo, nel 2010, per un impegno del governo che i giudici non avevano ritenuto invece indifferibile, bocciando la richiesta e tenendo lo stesso l’udienza. La questione era stata superata con l’approvazione della legge sul legittimo impedimento che attribuiva al premier “un meccanismo di autocertificazione” dell’impedimento.
Ma quella legge è stata bocciata a gennaio dalla Corte Costituzionale e così adesso il governo – forte dell’efficace modello adottato sul caso Ruby – solleva un conflitto di attribuzione su quell’iniziativa dei giudici di Milano, e contemporaneamente lavora a una legge che sospenda automaticamente i processi su cui gravi un ricorso alla Corte Costituzionale, spiegano oggi i quotidiani.

Come ricorda la Stampa ironicamente, la scusa adottata da Berlusconi per non partecipare a quell’udienza e chiedere non si tenesse fu “un giorno epocale per il Consiglio dei Ministri”.

Venne varato un pacchetto di norme contro la corruzione nella pubblica amministrazione. Non se ne seppe più nulla ovviamente, perché il progetto si arenò in Senato e mai più se ne sarebbe parlato.

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