• Mondo
  • mercoledì 20 aprile 2011

Scappa!

Il consiglio di Christopher Hitchens a Kate Middleton

Christopher Hitchens è un popolare e brillante giornalista britannico, noto tra le molte cose anche per essere un raro esempio di britannico repubblicano. Sulla rubrica settimanale che tiene su Slate, Hitchens ha spiegato perché considera assurda la monarchia in generale e quella britannica in particolare: tutte ragioni che lo portano quindi a dare un consiglio alla futura sposa, Kate Middleton: scappa con William e lascia il trono al principe Carlo.

Hitchens comincia criticando l’espressione «monarchia ereditaria» che in sé, dice Hitchens, è assurda quanto quella di «dottore ereditario» o «matematico ereditario». William e Kate vengono esaltati per la loro naturalezza e presunta spontaneità, continua, ma in realtà quello che la casa reale si aspetta da loro è solo restituire un po’ di freschezza a una famiglia dall’immagine alquanto lisa e debilitata.

Carlo, costretto dai genitori a una rigidissima educazione che lo preparasse al trono e poi catapultato in un matrimonio che non voleva, è diventato soltanto un fissato delle filosofie di vita new age. Suo fratello, il principe Andrea, è tornato recentemente a far parlare di sé soltanto per i suoi presunti legami con la famiglia di Gheddafi. La sorella della regina Elisabetta, Margaret, quella costretta a lasciare l’uomo che amava perché divorziato, è diventata nota solo come assidua frequentatrice di party a base di gin. Anche senza fare riferimenti a quanto accaduto all’ultima grande principessa britannica, Diana Spencer, secondo Hitchens ce n’è abbastanza per consigliare a Kate di stare alla larga da lì.

Per questo ho riso così tanto quando gli ultras della monarchia hanno iniziato a storcere il naso sul pedigree della giovane Middleton. I suoi genitori, a quanto pare, non sono proprio di primissima scelta. La madre ha lavorato come hostess o qualcosa del genere per una non meglio nota compagnia aerea, e la famiglia ha usato alcune espressioni poco appropriate in pubblico: salvietta invece di tovagliolo, divano invece di sofa e – posso a stento nascondere la vergogna scrivendo queste colpevoli lettere – toilette invece di lavatory. Ah! Quindi sarebbe questa la volgarità!

Gente che non si azzarderebbe mai a criticare il comportamento della famiglia reale, perfino nelle sue incarnazioni da soap-opera quotidiana, preferisce vendicarsi sulla modesta provenienza di una giovane donna. Per quanto mi riguarda, le auguro e mi piacerebbe poterglielo dire sottovoce: se davvero lo ami, tesoro, portalo via da lì e vai via anche tu. Molti di noi non vogliono vedere un altro agnello sacrificale al servizio di un sistema prosciugato.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.