• Mondo
  • domenica 3 Aprile 2011

Chi viene dopo Zapatero

Il favorito è Alfredo Perez Rubalcaba, attuale ministro degli interni e vicepresidente del governo

Secondo gli ultimi sondaggi il Partito Popolare di Mariano Rajoy è al 47,9 percento delle preferenze

Ieri il premier spagnolo José Zapatero ha annunciato ufficialmente che non si ricandiderà alle elezioni politiche del prossimo anno. L’annuncio è stato dato durante la riunione del comitato federale del Partito Socialista, di cui Zapatero è il segretario generale. Zapatero ha detto di avere scelto di dare le dimissioni «per mettere fine a un’incertezza che potrebbe pregiudicare le riforme e la creazione di nuovi posti di lavoro». La crisi economica che ha travolto la Spagna nell’ultimo anno ha infatti drasticamente ridotto le speranze per i socialisti di rimanere al governo. L’ultimo sondaggio del Mundo a metà marzo attribuiva al Partito Popolare di Mariano Rajoy il 47,9 percento delle intenzioni di voto contro il 31,4 percento per il Psoe. Il 22 maggio sono in calendario importanti consultazioni amministrative e il capo dell’Esecutivo ha ceduto alle pressioni interne al partito allontanando la sua immagine dalle urne. Zapatero ha comunque confermato che non ha nessuna intenzione di dare le dimissioni e che resterà alla guida del governo fino alla scadenza della legislatura nel 2012. Il suo successore sarà scelto attraverso elezioni primarie, al momento i possibili candidati a prendere il suo posto sono sei.

Alfredo Perez Rubalcaba

È l’attuale ministro degli Interni e vicepresidente del governo. Ha sessanta anni e si è fatto apprezzare soprattutto per i risultati che è riuscito a ottenere con l’ETA, che nei mesi scorsi ha offerto al governo una tregua unilaterale, incondizionata e illimitata. È molto carismatico e molto bravo nei dibattiti televisivi. Al momento è il favorito alla successione.

Carme Chacon

È stata la prima donna a diventare ministro della Difesa e ora potrebbe candidarsi a diventare la prima presidente del governo spagnolo. Catalana, 40 anni, deputata da dieci, se venisse eletta sarebbe poco più giovane di quanto lo era Zapatero nel 2004.

Patxi Lopez

Nel 2009 è diventato il primo Presidente socialista dei Paesi Baschi dalla fine della dittatura di Franco. Ha 52 anni, è segretario del Partito Socialista Basco e finora è riuscito a governare con l’appoggio del suo maggior avversario politico: il Partito Popolare. L’arresto di alcuni terroristi dell’ETA all’inizio del 2010 sventò un piano che era stato messo a punto per ucciderlo.

Tomas Gomez

È il segretario del Partito Socialista di Madrid e al momento candidato ala presidenza della Comunità Autonoma della capitale. Lo scorso ottobre ha vinto le primarie nel Psoe contro la candidata sostenuta da Zapatero, Trinidad Jimenez, attuale ministro degli Esteri, e da allora il suo peso politico si è notevolmente rafforzato.

José Bono
È il presidente del Congresso dei deputati ed è stato ministro della Difesa del governo Zapatero tra il 2004 e il 2006, quando si decise di ritirare le truppe spagnole dall’Iraq. Nel 2000 fu sconfitto da Zapatero nelle elezioni primarie socialiste per la carica di segretario generale del partito.

Jozé Blanco Lopez
È l’attuale ministro delle Infrastrutture e vicesegretario organizzativo del Partito Socialista. È sempre stato uno degli uomini di maggiore fiducia di Zapatero, leader del gruppo di sostegno alla sua candidatura alla segreteria generale del Psoe nel 2000.