La versione di Paul Allen su Microsoft

Il cofondatore racconta il difficile rapporto con Bill Gates e i motivi che lo spinsero ad abbandonare la società

Paul Allen ha 58 anni, possiede una fortuna che supera i 13,5 miliardi di dollari e insieme a Bill Gates è stato il fondatore di Microsoft. Dopo un lungo silenzio e dopo aver passato quasi trent’anni fuori dalla società che ha contribuito a mettere in piedi, Allen ha deciso di scrivere un libro per raccontare la propria versione sulla nascita di Microsoft e sul proprio rapporto di amicizia con Gates. Il libro “Idea Man: A Memoir by the Co-founder of Microsoft” sarà pubblicato il prossimo 19 aprile negli Stati Uniti, ma negli ultimi giorni sono uscite diverse anticipazioni e un articolo del Wall Street Journal, che spiega i temi principali delle memorie scritte da Allen.

Il libro racconta come i rapporti tra i due siano arrivati a un punto di rottura nel 1982. A Bellevue, stato di Washington, gli uffici di Microsoft in quell’anno, Allen sentì Gates e l’allora dirigente Steve Ballmer [oggi CEO di Microsoft, ndr] lamentarsi per i suoi bassi livelli di produttività prima e dopo le terapie seguite per combattere un tumore. Secondo il racconto, Allen ascoltò di nascosto un dialogo dove i suoi due colleghi ipotizzavano di ridurre le quote azionarie di Allen nella società, poco prima di irrompere nella stanza e urlare: «Questo è incredibile! Mostra chiaramente e una volta per tutte come siete fatti.»

Dopo quell’episodio, Gates e Ballmer decisero di scusarsi con Allen, ma il rapporto lavorativo era ormai compromesso. Pochi mesi dopo, Allen decise di abbandonare la società, portandosi dietro il proprio pacchetto azionario che negli anni gli avrebbe consentito di mettere da parte diverse centinaia di milioni di dollari. Prima del suo abbandono, Gates cercò di ottenere parte delle azioni indietro, senza però raggiungere un accordo.

Il libro conferma quanto già si sapeva sull’indole molto diversa dei due personaggi all’epoca in cui fondarono Microsoft. Gates era particolarmente aggressivo e interessato solamente alla società e al suo destino. Allen, invece, aveva molti più interessi che spaziavano dalla musica – Jimi Hendrix soprattutto – alla fantascienza e non aveva alcuna intenzione di occuparsi sempre e solo di Microsoft. Un modo di vedere la vita che piaceva poco a Gates, desideroso di avere un partner completamente concentrato sulla società e sulla sua rapida crescita.

Allen e Gates si erano conosciuti nel 1968 in una scuola privata molto quotata di Seattle. Entrambi erano appassionati di computer e questo interesse in comune contribuì a far crescere una buona amicizia. Già all’epoca Gates era particolarmente ambizioso, scrive Allen, e non mancava spesso di immaginare un futuro in cui i due avrebbero gestito una importante società nel campo informatico. Pochi anni dopo i due fondarono una piccola azienda e da subito la divisione delle quote all’interno della società divenne il problema, destinato a peggiorare nel corso degli anni.

Al momento della fondazione, Gates chiese ad Allen di non dividere equamente le quote nella società. Ad Allen andò così il 40%, mentre al suo partner il 60% motivato dal fatto che Gates aveva dato il maggior contributo alla messa a punto del linguaggio BASIC per far funzionare una prima versione di un personal computer. Allen decise di assecondare la richiesta del proprio amico, anche se a malincuore.

Nel 1977, Gates tornò nuovamente alla carica chiedendo ad Allen di modificare gli equilibri societari decisi appena due anni prima. Il cofondatore raggiunse il 64% e ad Allen andò il resto, condizione accettata per il quieto vivere. La mossa di Gates era giustificata dal timore che col passare del tempo il proprio socio si potesse ulteriormente disinteressare dell’azienda, dando apporti sempre più trascurabili e poco utili per la crescita sul mercato della società. Una clausola dell’accordo prevedeva che, nel caso di “differenze inconciliabili” tra i due soci, Gates potesse procedere all’acquisto delle quote di Allen. La clausola poteva essere esercitata anche attraverso una semplice lettera e valeva solamente per Gates.

Quattro anni dopo, Allen cercò di ottenere un peso maggiore all’interno della società, motivando la richiesta con i risultati ottenuti grazie al proprio progetto SoftCard. Gates reagì molto seccato alla proposta e rispose perentoriamente: «Non ne voglio mai più parlare. Non risollevare più la questione». Nel libro, Allen spiega che in quel momento cambiò qualcosa nel rapporto con l’amico: «In quel momento, qualcosa per me morì. Pensavo che il nostro rapporto fosse basato sull’onestà, ma mi resi conto che gli interessi di Bill avevano ormai superato qualsiasi altra cosa. Il mio socio era intenzionato a prendersi la maggior parte della torta senza cedere su quel punto, ed era qualcosa che non potevo accettare».

In quegli anni Microsoft iniziò a cambiare rapidamente grazie ai primi accordi con alcune società importanti come IBM. Il contributo di Allen nell’acquisire le giuste soluzioni per il software furono fondamentali per la società, ma il suo lavoro non veniva spesso pienamente riconosciuto da Gates, che continuava a non accettare che il proprio socio avesse altri interessi e obiettivi al di fuori dell’azienda. Quando nel 1981 Allen decise di assistere al lancio del primo Shuttle della NASA, Gates non mancò di criticarlo duramente perché aveva abbandonato il lavoro per alcuni giorni in un momento molto importante per Microsoft.

In effetti negli anni seguenti Allen perse progressivamente interesse nella società e nel febbraio del 1983 decise di abbandonarla definitivamente. Prima che se ne andasse, Gates gli offrì di comprare le sue azioni a cinque dollari l’una, ma Allen disse che non avrebbe venduto nulla per meno di dieci dollari ad azione. L’accordo non fu raggiunto e Allen fece bene a mantenere il proprio pacchetto azionario: quando Microsoft nel 1986 fu quotata in borsa le azioni arrivarono rapidamente a 21 dollari. Oggi, fatte le dovute conversioni, un’azione di allora vale circa 7.376 dollari.

La quota di Allen in Microsoft ha creato una delle più grandi ricchezze al mondo. Il cofondatore della società ha una fortuna di circa 13,5 miliardi di dollari ed è al 57simo posto nella classifica delle persone più ricche stilata ogni anno dalla rivista Forbes. Grazie alla grande disponibilità di denaro, negli ultimi decenni Allen ha finanziato numerosi progetti, che però non si sono rivelati di particolare successo o per lo meno redditizi. Nel 2003 ha anche investito 100 milioni di dollari in una organizzazione senza scopo di lucro che si occupa dello studio del funzionamento del cervello umano.

Gli attriti di un tempo con Gates si sono progressivamente attenuati, scrive Allen nel libro. I due cofondatori di Microsoft hanno recuperato un buon rapporto e negli ultimi anni Gates è stato spesso ospite dal proprio amico per discutere di nuovi progetti e idee. La loro amicizia, tra alti e bassi, potrebbe ora subire qualche altro colpo di assestamento in seguito alla pubblicazione del libro.