Futuro e Libertà fa autocritica

Sette passaggi dal discorso autocritico con cui Fini ha cercato di riposizionare il suo partito malridotto

Ieri Gianfranco Fini ha tenuto un discorso lungo quasi un’ora all’assemblea nazionale dei circoli di Futuro e Libertà. È stato un discorso interessante perché ha rappresentato il primo tentativo concreto, da parte del presidente della Camera, di portare il partito che ha fondato fuori dalla fase di grande difficoltà che ha attraversato nelle ultime settimane, di riposizionarlo, di dargli un campo di gioco che non sia il Parlamento, dove le cose si vanno mettendo sempre peggio. Di seguito, i passaggi più significativi del discorso di Fini.

Eretici e ultraortodossi
«Dobbiamo organizzare la presenza politico-culturale di Futuro e libertà senza aver timore qualche volta di essere eretici, ma anche di essere ultraortodossi: tra le cose da evitare c’è anche una questione nella quale forse abbiamo ecceduto, e cioè di essere sempre fuori dal coro»

Un’altra verità
«In tante circostanze non c’è niente di più giusto che essere in sintonia con quel che è espresso a maggioranza del nostro popolo. Non occorre sempre essere coloro che rappresentano un’altra verità»

Altri tipi di alleanze
«In Futuro e libertà non c’è alcuna distinzione tra moderati e radicali, tra falchi e colombe, perché non c’é alcun progetto che preveda altri tipi di alleanze, ad esempio con il centrosinistra»

Infingimento colossale
«Ribadisco che le defezioni che ci sono state nel nostro partito sono dovute a un infingimento colossale, ad un’allucinazione collettiva, a una provocazione in cui si vede quel che non c’è mai stato»

Due grandi assetti conservatori
«Sull’assenza di una politica veramente riformatrice e che guardi ai problemi veri del Paese, il centrosinistra è in ritardo quanto Berlusconi perché in Italia siamo in presenza di uno scontro fra due grandi assetti conservatori nel senso più deteriore del termine, e cioè che non si vuole cambiare niente. L’essere alternativi all’attuale centrodestra non significa non essere alternativi a questa sinistra che in quest’ultimo periodo non è stata in grado di mettere in campo un’idea che appassioni gli italiani. La nostra sfida dovrà consistere nel far comprendere che siamo altra cosa rispetto all’attuale centrodestra, ma dovrà anche, far capire che Futuro e Libertà ha un’altra idea dell’Italia anche rispetto alla sinistra. Dalla sinistra non è che alzino grandi bandiere, se non quella che Berlusconi ha governato male e se ne deve andare».

La riforma della giustizia
«Se e quando sarà presentata la riforma la valuteremo con attenzione. Vogliamo vedere i testi»

Quanti deputati
«Il problema non è quanti deputati perchè, amici miei, uno più uno meno non cambia nulla, il problema è dare risposte ai problemi del paese e quante idee e quanti stimoli sapremo dare. Entrare in Futuro e Libertà è un impegno che certamente non promette e non garantisce assolutamente nulla, almeno in questa fase, in termini di potere. Alla vigilia della grandi nomine sono sempre apparsi, come è naturale che sia, tutti coloro che dicevano “o Francia o Spagna purché se magna”. Beh, ho capito perfettamente che Fli è oltre questa fase il che autorizza qualcuno a dire che non conta assolutamente nulla nell’ambito delle nomine, è vero, anzi quei manager che hanno avuto o hanno simpatie nei miei e nei nostri confronti è meglio che dicano subito che è stato un abbaglio o un errore perché rischiano di essere penalizzati. Al di là degli scherzi, Fli oggi non garantisce né posizioni di potere, né posti da assessore o sottosegretario. Fli nasce per mettere un bel po’ di aria fresca nelle stanze della politica, ed ecco perché bisogna crederci profondamente».