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  • venerdì 28 Gennaio 2011

L’Egitto in rivolta, il liveblogging di venerdì

Proteste e scontri, coprifuoco in tutto il paese, in fiamme la sede del partito di Mubarak, tentato l'assalto alla TV di stato

A El Baradei impedito di partecipare alle manifestazioni

01:23 – Ormai a notte inoltrata Reuters segnala centinaia di persone di nuovo dirette verso la piazza Tahrir.

01:09 – Tutti i corrispondenti riportano la generale insoddisfazione dei manifestanti rispetto alle “concessioni” di Mubarak.

00:55 – La giornata vista da Makkox.

00:35 – Dice di aver parlato con Mubarak e di avergli chiesto riforme, dialogo e la costruzione di un percorso di cambiamento politico.

00:34 – “Ci devono essere riforme”.

00:33 – “Voglio essere molto chiaro nel chiedere alle autorità egiziane di interrompere ogni repressione violenta delle manifestazioni”, e chiede anche di riattivare l’uso di internet.

00:31 – Un minuto e Obama parla, dicono: la diretta video qui.

00:27 – Pare che Mubarak e Obama siano stati mezz’ora al telefono

00:25 – Al Jazeera riferisce di 11 morti a Suez

00:21 – Obama dovrebbe parlare sull’Egitto a breve.

00:20 – Nei commenti di Disco, in coda a questa pagina, gli aggiornamenti successivi (e complimenti).

21:12 – È cominciata la conferenza stampa della Casa Bianca, intanto. Il governo egiziano deve dare una risposta alle proteste “immediatamente” e “la violenza non è una risposta”.

21:08 – Al Jazeera dice che la guardia presidenziale di Mubarak si starebbe muovendo verso la sede della TV nazionale.

21:01 – Il corrispondente della CNN segnala una maggiore calma, e l’impressione che molti dei militari abbiano lasciato le strade.

20:57 – I manifestanti hanno attaccato alcuni centri di detenzione liberando i prigionieri, e la sede della TV.

20:53 – L’Atlantic ha messo online un volantino distribuito al Cairo che dà suggerimenti su come e dove organizzare le proteste.

20:44 – Gli articoli del Post su El Baradei.

20:40– Al Jazeera conferma che El Baradei si trova tuttora agli arresti domiciliari.

20:24 – Una foto spettacolare circolata oggi.

19:46 – Le linee aeree egiziane hanno sospeso per 12 ore i voli dal Cairo. Molti altri voli sono cancellati.

19:17 – Alcuni leader religiosi, spiega Al Qassemi, hanno dato il loro sostegno ai manifestanti e invitato Mubarak a indire le elezioni anticipate e a lavorare per le riforme.

19:08 – A Suez l’esercito cerca di convincere i manifestanti a disperdersi e la situazione sembra essere meno tesa.

18:57 – Il coprifuoco è iniziato un paio di ore fa ed è stato da poco esteso a tutto il paese, ma le proteste continuano in molte città.

18:54 – Ad Alessandria la situazione sembra essere più calma rispetto al Cairo. I soldati, spiegano quelli di Human Rights Watch, parlano con i manifestanti e non reprimono le proteste. Ci sono notizie di sedi della polizia incendiate e prese d’assalto.

18:50 – Sembra che il Museo Egizio del Cairo sia completamente sguarnito in questi momenti.

18:45 – Ci sono voci non confermate di scontri tra la polizia e l’esercito al Cairo.

18:43 – Il governo ha esteso il coprifuoco a tutto il paese.

18:38 – Al Jazeera sta mostrando un efficace confronto tra le immagini trasmesse dalle sue telecamere e le immagini della TV di stato che raccontano una quiete irreale, e inesistente, al Cairo.

18:35 – Una collaboratrice di El Baradei dice che ci sono almeno 80mila persone che protestano a Port Said, città del nordest dell’Egitto. Ha anche parlato di una vittima di 14 anni, ma senza dare altri dettagli.

18:33 – Per ragioni di sicurezza, Kuwait Airlines ha sospeso i voli verso l’Egitto, dice Al Arabiya.

18:31 – «Marceremo mano nella mano» dicono i manifestanti all’esercito cercando la collaborazione dei soldati per rovesciare il governo.

18:28 – I manifestanti al Cairo stanno muovendo verso la sede della TV di stato per occuparla.

18:26 – Brian Whittaker si occupa di questioni mediorientali per il Guardian e interpreta così le parole di Hillary Clinton: «Mira a un abbandono concordato da parte di Mubarak, che possa portare a una maggiore libertà. Penso che gli Stati Uniti mirino a una soluzione che protegga i loro principali interessi: il trattato di pace con Israele, il canale di Suez e la cooperazione contro il terrorismo islamico»

18:21 – Al Cairo alcuni manifestanti hanno provato ad assaltare la sede del ministero degli esteri.

18:17 – Al Jazeera conferma la presenza dei blindati dell’esercito anche nella città di Suez.

18:14 – Anche ad Alessandria è stata segnalata la presenza di alcuni mezzi blindati dell’esercito, salutati dai manifestanti festosamente. Si sentono esplosioni in città, principalmente da arma da fuoco.

18:12 – Diversi agenti di polizia hanno abbandonato l’area di piazza Tahrir, una delle piazze più grandi del Cairo. I manifestanti hanno iniziato a riempire la piazza e ci sono poche forze dell’ordine in giro, spiega un inviato di Associated Press.

18:10 – Clinton: «Vogliamo collaborare con gli egiziani e il loro governo per realizzare una società democratica che rispetti i diritti umani».

18:08 – Hillary Clinton, Segretario di Stato USA: «Siamo preoccupati per l’uso della violenza da parte della polizia contro i manifestanti. Chi protesta deve però rinunciare alla violenza. Sosteniamo i diritti del popolo egiziano, compreso il loro diritto a manifestare. Chiediamo alle autorità egiziane di consentire le proteste e di ripristinare quanto prima le comunicazioni.»

18:07 – Reuters propone, in inglese, una valida cronologia sulla vicenda politica di Mubarak in Egitto negli ultimi 30 anni.

18:04 – Al Jazeera dice che le fiamme al Cairo rischiano di colpire anche il Museo Egizio. Non si vedono mezzi di soccorso e dei pompieri per strada quindi gli incendi potrebbero propagarsi rapidamente.

18:02 – Il ruolo dell’esercito non è ancora del tutto chiaro. I mezzi blindati sono stati accolti festosamente dai manifestanti poco prima dell’inizio del coprifuoco nella speranza che i militari si unissero alla protesta. Mubarak ha però chiesto all’esercito di occuparsi del coprifuoco, ma la cosa non sta funzionando.

18:01 – Al Cairo, la polizia conferma di aver aperto il fuoco contro i manifestanti al Cairo dopo il loro tentativo di salire su alcuni mezzi blindati. Non è dato sapere se fossero colpi di avvertimento o se siano stati esplosi colpi in direzione di chi protesta.

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