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  • sabato 15 Gennaio 2011

Il Brasile alluvionato

Inondazioni e fiumi di fango hanno travolto strade e abitazioni a nord di Rio de Janeiro causando la morte di almeno 540 persone

Il maltempo continuerà fino all'inizio della prossima settimana e sta complicando l'organizzazione dei soccorsi

Le inondazioni e le alluvioni che si stanno verificando in questi giorni in un’ampia aerea del sud-est del Brasile hanno causato la morte di almeno 540 persone, ma secondo le autorità del paese il bilancio potrebbe essere ancora più grave. Questo periodo dell’anno porta sempre piogge copiose nello stato sudamericano, che causano spesso frane di fango dalle aree montagnose a nord di Rio de Janeiro. La pioggia quest’anno è scesa con maggiore intensità e in pochi giorni ha portato a smottamenti di grandi proporzioni e alla creazione di fiumi di fango che hanno travolto strade e abitazioni causando centinaia di morti e lasciando migliaia di persone senza una casa.

Secondo le stime degli esperti, le piogge di questi giorni sono state le più intense mai registrate nella zona negli ultimi 44 anni. Il maltempo non accenna a fermarsi e in molte aree potrebbe continuare a piovere almeno fino ai primi giorni della prossima settimana. Questa condizione rende più complicato l’intervento dei soccorsi, che faticano a raggiungere le aree collinari e montuose dove si teme vi possano essere molte altre vittime e centinaia di persone rimaste isolate.
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Nella città di Teresopolis, uno dei centri maggiormente colpiti dalle alluvioni, sono morte almeno 220 persone e le autorità locali faticano nel trovare il posto per i cadaveri. Molti sono stati sepolti nel cimitero della città in fretta e furia prima che si potessero verificare problemi sanitari e di igiene, mentre altri cadaveri sono stati raccolti nelle chiese e nelle stazioni di polizia. Il maltempo rende complicata anche l’organizzazione dei funerali e le frane di fango non hanno risparmiato il cimitero della città.

Gli altri centri abitati colpiti si trovano nell’area che comprende le città di Nova Friburgo e Petropolis. Le frane di fango e le inondazioni hanno devastato le strade e interrotto i collegamenti, lasciando interi paesi senza corrente elettrica e acqua potabile. E proprio quello della distribuzione del cibo e di acqua bevibile si sta rivelando uno dei più seri problemi per i soccorritori, che faticano a raggiungere le aree colpite dal maltempo.

Dilma Rousseff, il nuovo presidente del Brasile eletto lo scorso novembre e in carica dall’inizio di quest’anno, ha promesso lo stanziamento di un fondo di emergenza di 420 milioni di dollari per porre rimedio ai danni causati dalle alluvioni e adottare nuovi sistemi per evitare che simili eventi si ripetano in futuro. Secondo alcuni osservatori, la cifra potrebbe essere insufficiente per risolvere una volta per tutte il problema, che con livelli di gravità diversi si ripresenta quasi ogni anno.