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  • venerdì 7 Gennaio 2011

Il momentaccio di Guido Westerwelle

Secondo i sondaggi, il vice-cancelliere tedesco oggi è il politico meno amato della Germania

La FDP è crollata sotto il 5% dopo avere ottenuto il record del quasi 15% alle elezioni del 2009

Il ministro degli esteri e vice-cancelliere tedesco Guido Westerwelle sta attraversando un momento politico particolarmente difficile, che rischia di far perdere credibilità all’intera coalizione di governo guidata da Angela Merkel. Westerelle guida la FDP, il partito liberaldemocratico, che secondo i sondaggi è crollato al di sotto del 5 percento dopo avere ottenuto il record del quasi 15 percento alle elezioni del 2009. Molti suoi compagni di partito stanno chiedendo le sue dimissioni. Secondo i sondaggi, Guido Westerwelle oggi è il politico più impopolare della Germania.

Ieri, durante il congresso dalla FDP a Stoccarda, Westerwelle ha tenuto un lungo discorso in cui ha cercato di rilanciarsi: «L’opinione pubblica non è la misura della nostra politica, la nostra politica è misurata dai nostri ideali e dai nostri valori», ha detto dal palco. «Noi liberali combatteremo. Io combatterò, perché la Germania merita qualcosa di meglio che una maggioranza di sinistra». Il mese prossimo nello stato di Baden-Württemberg, di cui Stoccarda è capoluogo, si terranno delle importanti elezioni amministrative, da cui dipenderà molto del futuro di Westerwelle. Che intanto ieri ha cercato di prendersi il merito di tutti i successi del governo Merkel: dalla crescita dell’economia al calo della disoccupazione. Ha attaccato chi accusa la FDP di voler fare solo gli interessi dei ricchi e ha criticato i Verdi, che secondo alcuni degli ultimi sondaggi avrebbero oggi oltre il 20 percento delle preferenze.

Il successo alle elezioni del 2009 aveva consentito alla FDP di tornare al governo dopo undici anni di opposizione. Westerwelle prometteva di portare un’iniezione di liberalismo e inventiva economica, e di spostare di nuovo verso il centro-destra l’asse politico del paese. Una volta entrato a far parte della coalizione con la CDU della Merkel, però, Westervelle non ne ha azzeccata una. Prima ha chiesto tagli alle tasse in un momento in cui la popolazione era molto preoccupata per il deficit. Poi ha fatto commenti molto allarmanti sul welfare paragonando la crisi sociale della Germania a quella del tardo impero romano. Infine la sua immagine è stata danneggiata dai commenti negativi sul suo conto fatti dall’ambasciatore americano in Germania, e rivelati da Wikileaks.

All’orizzonte però non si vede nessuno capace di prendere il posto di Westervelle alla guida della FDP. Westerwelle resta pur sempre il leader che ha riportato i liberaldemocratici al governo dopo undici anni, che ha guidato la campagna grazie alla quale la Germania si è conquistata un posto alle Nazioni Unite e quella per il ritiro delle truppe tedesche dall’Afghanistan. Il prossimo maggio il partito sarà di nuovo chiamato a scegliere il suo leader. Nel frattempo ci saranno state le elezioni in quattro stati della Germania: se la FDP avrà raccolto poco o niente, Westerwelle non avrà quasi nessuna possibilità di vincere.