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  • giovedì 23 Dicembre 2010

Chávez blocca i finanziamenti esteri a partiti e ong

Secondo i critici la legge mira a soffocare il dissenso e mette in crisi il lavoro delle organizzazioni per i diritti umani

La scorsa settimana il presidente del Venezuela aveva ottenuto i voti necessari per governare per decreto

Il parlamento del Venezuela, dominato dai membri del partito di Hugo Chávez, ha approvato ieri una legge che tra le altre cose bloccherà i finanziamenti stranieri alle organizzazioni non governative e ai partiti politici. Secondo i suoi detrattori, questa legge vuole soffocare le voci in dissenso dal potere del presidente e metterebbe a rischio il lavoro di molti gruppi umanitari che lavorano nel paese. Chávez ha spiegato che la nuove legge serve a limitare gli interventi stranieri, in particolare quelli degli Stati Uniti e delle organizzazioni degli Stati Uniti.

Questa, scrive il New York Times, è solo una delle tante leggi controverse che Chávez sta approvando in tutta fretta in queste ultime settimane prima dell’insediamento del nuovo parlamento, previsto per il 5 gennaio, nel quale l’opposizione potrà godere di molti più membri della manciata di cui gode adesso. Solo pochi giorni fa, per esempio, Chávez aveva ottenuto il via libera per governare per decreto, emettere cioè leggi d’emergenza su una vasta quantità di materie senza la necessità dell’approvazione del parlamento.

Secondo Carlos Lusverti, il direttore di Amnesty International in Venezuela, il decreto è vago e mette in pericolo molte organizzazioni non governative tra cui la stessa Amnesty che, senza i finanziamenti esteri, dovrebbe «ridurre sensibilmente le proprie forze». Anche l’organizzazione Human Rights Watch ha criticato il nuovo decreto, spiegando che non metterebbe in crisi solo le ong ma anche i partiti politici in disaccordo con il governo: la legge mira esplicitamente a colpire i gruppi che “difendono diritti politici”, e stabilisce multe severissime — il doppio del finanziamento ricevuto — per i gruppi che esprimono “opinioni che offendono le istituzioni statali” o le autorità, impedendo inoltre ai partiti politici di partecipare alle elezioni per cinque o otto anni. D’altra parte però le stesse ong – come Amnesty International o Human Rights Watch – sono frequenti critici del governo di Chávez, e il presidente venezuelano le ha più volte criticate.

Foto: MIGUEL GUTIERREZ/AFP/Getty Images