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  • lunedì 15 novembre 2010

La storia dei Canadair, di Bertolaso e dell’Avanti

Giuseppe Spadaccini è un imprenditore accusato di evasione fiscale, fornitore della Protezione civile

Negli interrogatori sta raccontando le sue attività di lobbying per ottenere gli appalti

La notizia di per sé è piuttosto asciutta. C’è un imprenditore che si chiama Giuseppe Spadaccini ed è titolare di una società che si chiama Sorem, fornitrice di Canadair per la Protezione civile. I Canadair sono gli aerei gialli che vengono utilizzati per pattugliare il territorio e trasportare l’acqua che viene poi gettata sugli incendi. Questo imprenditore è stato arrestato il 25 ottobre ed è indagato dalla procura di Pescara per evasione fiscale, racconta oggi Repubblica. Le prestazioni dei piloti degli aerei, infatti, erano fatturate da una società portoghese con sede in un paradiso fiscale. La procura sostiene che la localizzazione all’estero della residenza fiscale delle società avesse come finalità l’elusione del fisco.

Poi ci sono molti particolari interessanti e letterari. Giuseppe Spadaccini ha ottenuto un appalto da cinquanta milioni di euro per la fornitura dei Canadair. Il tutto, dice, contro il parere di Guido Bertolaso, direttore della Protezione civile e suo acerrimo nemico. Bertolaso «voleva revocarmi l’affidamento», dice Spadaccini, allo scopo di girarlo alla «società Cai nella quale il fratello all’epoca era direttore generale». Parla di Angelo Bertolaso, colonnello dell’Aeronautica ora in forza ai servizi segreti. Spadaccini dice che Bertolaso faceva di tutto per ostacolarlo: non gli pagava le fatture, addirittura fece inserire nella legge finanziaria nel 2003 una norma per revocare gli appalti in corso. «Mi dovevo difendere…», dice Spadaccini.

Spadaccini si difende bene: in Parlamento il centrodestra raccoglie ben centotrenta firme in calce a una lettera indirizzata a Silvio Berlusconi che denuncia “intenzioni discriminatorie nei confronti della Sorem”. Alla fine la norma non passa e Spadaccini si tiene l’appalto. Il primo firmatario di quella lettera è Fabrizio Cicchitto, presidente del gruppo del PdL alla Camera. Tra le altre cose, Cicchitto è socio fondatore del quotidiano l’Avanti, diretto da Valter Lavitola (quello delle indagini a Santo Domingo sulla storia della casa di Montecarlo). Il dettaglio ci interessa perché Spadaccini dice che «senza Lavitola sarei sparito prima» e che «il suo intervento è stato fondamentale».

Ora, indagando sulla società di Spadaccini – che la Corte dei Conti ha accusato di non possedere i requisiti previsti dall’appalto – sono venute fuori due cose, sostiene la procura di Pescara. La prima è un’evasione fiscale internazionale da novanta milioni di euro. La seconda è una donazione da tre milioni di euro – un milione e duecentomila già pagati, un milione e ottocento da saldare – da parte di Spadaccini alla società International Press. Che è amministrata da Valter Lavitola ed è editrice del quotidiano l’Avanti. Si tratta di gratitudine, dice Spadaccini.

«Perché lei dava a questo giornale cifre così ingenti?» chiede il magistrato della Procura di Pescara Mirvana Di Serio nel corso del colloquio avvenuto a Regina Coeli il 5 novembre. «Per gratitudine nei confronti di Valter Lavitola».

Un ultimo tassello, per chiudere il cerchio. La procura di Pescara si è già occupata di International Press e di questo presunto giro di tangenti. Il nome della società, infatti, salta fuori nelle indagini su Sabatino Aracu, parlamentare del PdL (uno di quelli che firmò la lettera a Berlusconi di cui sopra), indagato per corruzione nell’inchiesta sulla sanità privata e socio di Spadaccini con una quota di 50 mila euro che però non ha trovato nessuno. Repubblica dice che è una “quota fantasma”. Forse è altra gratitudine. «Aracu mi ha tutelato sempre contro Bertolaso», dice Spadaccini. Intanto la Protezione civile ha sciolto il contratto con la Sorem.

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