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Il primo giorno di Enel Green Power

Ieri ha esordito sui mercati finanziari il titolo della nuova società di Enel dedicata alle energie rinnovabili: com'è andata

Ieri la borsa di Milano e quella di Madrid hanno visto il debutto sui mercati finanziari del titolo di Enel Green Power, la nuova società del gruppo Enel interamente dedicata alla generazione e all’erogazione di energia da fonti rinnovabili. C’era particolare attesa e nelle scorse settimane il progetto era stato comprensibilmente oggetto di attenzione da parte della stampa economica mondiale.

Dopo la prima giornata di contrattazioni, il titolo ha mantenuto più o meno il prezzo di collocamento, cioè 1,6 euro ad azione. Nel corso della giornata aveva perso qualcosa – la scarsa liquidità del titolo lo esponeva a manovre speculative – ma poi a fine giornata gli acquisti di alcuni grandi investitori (un fondo canadese, uno statunitense, due italiani) ha rimesso le cose a posto. Le iniziali difficoltà di collocamento potrebbero essere dovute anche al prezzo minimo iniziale – 1,8 euro – ritenuto troppo alto dal mercato e da alcune banche. Questo e il resto della giornata sono riassunti nell’articolo di Antonella Olivieri sul Sole 24 Ore.

L’intervento in extremis del consorzio di collocamento che ha permesso a Enel green power (Egp) di chiudere la seduta al prezzo dell’Ipo non salva il bilancio del primo giorno di Borsa della matricola. Occorre ripercorrere gli step che hanno portato Egp in Piazza Affari per capire le dinamiche di quest’esordio stentato.

Enel aveva bisogno dei 3 miliardi di questo collocamento per centrare il target del debito a fine dicembre. Ed era quindi poco propensa a “svendere”. Quando è stata proposta la forchetta che individuava in 1,8 euro il prezzo minimo, gli investitori istituzionali avevano storto il naso, anche perchè per dimensioni il “boccone” era impegnativo in queste condizioni di mercato. «Così non compriamo», avevano fatto sapere, «a 1,6 sì». Ma Enel ha tenuto duro, convinta che se avesse abbassato il prezzo il mercato l’avrebbe abbassato ancora di più.

Anche gli investitori istituzionali però hanno tenuto duro e a tre giorni dal termine dell’offerta, rimasta aperta sull’arco di due settimane, avevano prenotato solo il 5% del quantitativo da collocare. Il giorno prima della scadenza Enel si è decisa quindi a ridurre il prezzo minimo a 1,6 prezzo. Ma a quel punto, anche chi tra gli istituzionali era interessato all’acquisto ha preferito aspettare, nella convinzione di poter comprare i titoli in Borsa a un prezzo ancora inferiore.

(continua a leggere sul Sole 24 Ore)