• Cultura
  • mercoledì 20 ottobre 2010

Homer Simpson è cattolico?

Tre giorni fa l'Osservatore Romano ha scritto un articolo intitolato "Homer e Bart sono cattolici"

Negli Stati Uniti se ne è parlato, in Italia meno, e ora un produttore del programma ha risposto

Tre giorni fa l’Osservatore Romano, riprendendo un articolo uscito sulla rivista dei gesuiti italiani La Civiltà Cattolica, ha scritto che Homer Simpson e la sua famiglia sono cattolici. L’articolo, in particolare, fa riferimento all’episodio Padre, Figlio e Spirito Pratico in cui Homer e Bart si convertono temporaneamente al cattolicesimo, per poi cambiare idea.

Pochi lo sanno, e lui fa di tutto per nasconderlo. Ma è vero: Homer J. Simpson è cattolico. E se non fu vocazione – complice un’ammaliante pinta di “Duff” – ci mancò davvero poco. Tanto che oggi il re della ciambella fritta di Springfield non esita a esclamare che “il cattolicesimo è mitico”. Salvo poi ricredersi in un catartico “D’oh!”.  […] La famiglia “recita le preghiere prima dei pasti e, a suo modo, crede nell’al di là” ed è lei il mezzo attraverso cui la fede viene trasmessa.

Ora, l’articolo è sciatto e piuttosto pretestuoso. In primo luogo perché le riflessioni sui Simpson e il loro significato e le loro centomila possibili letture sono arrivate da tempo a un tale livello di serietà e approfondimento da non poter essere liquidate con venti righe superficiali. In secondo luogo perché l’operazione ci pare rientrare nel filone di riappacificazione con la cultura pop inaugurata qualche tempo fa con la riabilitazione dei Beatles: una roba buona per i rilanci sulle agenzie e poco altro.

Rimane però la tesi: Homer Simpson è cattolico. Mentre in Italia la cosa è stata ripresa molto poco, la notizia è che negli Stati Uniti è apparsa un po’ ovunque, e i giornali ne stanno ancora parlando. Qui al Post, letta la notizia, la prima reazione è stata pensare che all’Osservatore Romano non avessero visto manco cinque minuti dei Simpson. La seconda reazione è stata che forse avevano ragione, e Homer con tutte le sue ipocrisie, le insofferenze nei confronti della Chiesa e il sostanziale menefreghismo nei confronti dei suoi precetti, è proprio un cattolico vero. Ora hanno detto la loro anche i produttori della serie televisiva, che è la più longeva della storia tra quelle in prima serata. Il produttore esecutivo Al Jean ha detto a Entertainment Weekly di essere stupito e divertito dalle attenzioni del Vaticano («compenserà il fatto che da vent’anni non vado in Chiesa»), e ha tenuto a specificare che Homer non è per niente cattolico.

«Abbiamo fatto capire molto chiaramente che Homer non è cattolico. Dubito possa non mangiare carne di venerdì, nemmeno per un’ora».

Jean ha poi spiegato che Homer — o, meglio, la sua famiglia — assiste alle funzioni della Prima Chiesa di Springfield, che è sicuramente presbiluterana, una religione inventata dai creatori del programma che mescola presbiterianismo e luteranesimo. Nella serie ci sono poi diversi attacchi a cattolici o religiosi in generale, come la definizione «stupidi bigotti» che Homer dà a coloro che vanno in Chiesa.

Il blog del New York Times The Lede ha postato la scena della puntata Missionary: Impossible del 2000, in cui Homer dice di non essere un missionario e di non credere in Jebus, Gebù.

Il Washington Post ha invece rievocato la scena iniziale di una vecchia puntata in cui Homer non vuole andare a messa e definisce Dio lousy, pidocchioso.

https://www.youtube.com/watch?v=dMIq_LrWSM4

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