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  • mercoledì 29 Settembre 2010

Cos’è successo alla Camera

Il governo ottiene la fiducia, in qualche modo: la cronaca di questa convulsa giornata parlamentare

19.31. I finiani sono 35, Fini non vota quindi 34. Granata e Tremaglia hanno votato no, forse pure Barbareschi (Menia si è astenuto, ma è poi intervenuto per dire di non aver fatto in tempo, e che avrebbe votato sì). Questo vuol dire che la maggioranza senza finiani ha 310 voti, non 316. La Russa dice che comunque non rischia, perché una parte di Futuro e Libertà – le cosiddette “colombe” – non voterebbe mai la sfiducia al governo. Quindi siamo dove eravamo stamattina, in pratica: per avere la fiducia Berlusconi deve mettersi d’accordo con i finiani o con i cespugli. Fine della faticosa giornata parlamentare.

19.28. Presenti 620. Votanti 617, astenuti 3, favorevoli, 342, no 275. La Camera vota la fiducia al governo.

19.27. Finita anche la seconda chiama, fra poco il verdetto.

19.25. Finisce la prima chiama, comincia la seconda chiama: vengono chiamati solo quelli che non hanno risposto al primo appello.

19.19. Ancora in corso la prima chiamata. Calearo si astiene.

19.06. Il voto è in corso, intanto. Granata non ha votato la fiducia al governo, pare. Bocchino dice che Berlusconi arriverà a 306, senza i finiani.

18.13. Finisce anche Cicchitto, alle 19 si vota per chiamata nominale.

18.10. La Russa fissa l’asticella, intanto. “La terza gamba al momento non c’è e al momento non è indispensabile: sappiamo con certezza che oggi per noi avere 309 voti è avere la maggioranza a prescindere dagli apporti esterni che ben venga se arrivano”. Lo dice perché sostiene – a ragione – che un pezzo di Futuro e Libertà non voterà mai la sfiducia al governo, in nessun caso, e quindi bastano 309 voti per essere certi della conferma.

18.01. “Oggi non si apre una pagina nuova: oggi si comincia a chiudere una pagina vecchia. La pagina nuova la apriamo noi”. Finisce tra gli applausi, ora dieci minuti per Cicchitto, poi il voto.

18.00. “Cara Lega, volete spiegarmi per quale motivo avete votato tutte le leggi che favorivano la cricca?”

17.59. Bersani molto tonico, attacca su Napoli e L’Aquila, si infervora ma non sbraca.

17.58. “Quanti anni volete governare perché sia colpa vostra? Ottant’anni?”

17.57. “È offensivo che veniate voi a dire a noi che bisogna salvaguardare i soldi pubblici: voi li avete sempre sballati, noi li abbiamo sempre rimessi a posto”.

17.55. “Ora ci viene a dire che rimettete il credito d’imposta o il prestito d’onore: ma c’erano, li avete tirati via voi”.

17.53. “Le sue promesse marciano sulla Salerno – Reggio Calabria. Nel 2001 diceva che ci volevano sei mesi: ci tenga aggiornati”.

17.52. “È la seconda volta in ventotto mesi che le interviene alla Camera: la prima volta era per l’insediamento. Concluse con uno squillante ‘Viva il Parlamento!’. Non l’abbiamo più vista”.

17.50. Parla Bersani.

17.47. Parla il capogruppo leghista Reguzzoni, secondo cui il più grande problema è “il sud”.

17.40. “I 316 voti non ci saranno, siete distanti”. Casini conclude, ora la Lega, poi Bersani.

17.38. “Io le voglio bene, presidente, è il mio punto debole: sono buono come lei”

17.36. “Il garantismo per essere credibile non può essere sempre indulgente con corrotti e corruttori”, dice Casini. “Noi abbiamo candidato persone condannate e ne siamo stati felici, quando poi sono stati assolti”.

17.32. Casini e l’UdC non voteranno la fiducia. “Lei ripete sempre buoni propositi, da sedici anni: se non li ha mai realizzati, non può essere sempre colpa degli altri. Lei non può essere Alice nel paese delle meraviglie”.

17.29. Bocchino di fatto ripete le cose dette da Fini a Mirabello. No al processo breve, sì al lodo Alfano, sì alla riforma della giustizia ma purché non sia punitiva. Vota la fiducia, come previsto. Ora parla Casini. Poi Bersani e infine Cicchitto.

17.21. Ora tocca a Bocchino, chiamato al difficile compito di motivare la fiducia Futuro e Libertà voterà al governo.

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