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  • lunedì 27 Settembre 2010

“Quello non sono io”

Il capo carismatico di una "megachiesa" battista statunitense è da una settimana sulle prime pagine americane per uno scandalo sessuale

Long è uno dei leader religiosi degli Stati Uniti, famoso per la sua linea dura contro i gay

Eddie Lee Long è il vescovo che dirige la chiesa missionaria battista New Birth, una “megachiesa” — ovvero una congregazione che ospita migliaia di fedeli, predica in grandi adunate (spesso televisive) e può anche prevedere la presenza di scuole e centri commerciali — a Lethonia, nello stato di Georgia, Stati Uniti. Da sei giorni Long appare sulle prime pagine di tutti i quotidiani americani per le accuse di adescamento che gli sono state mosse da quattro persone, che dicono che i fatti sarebbero avvenuti tra i loro 17 e 18 anni.

I quattro, Maurice Robinson, Anthony Flagg, Jamal Parris e Spencer LeGrande, hanno denunciato ognuno separatamente il pastore per averli spinti ad avere rapporti sessuali con loro sfruttando la sua «autorità religiosa». Secondo le dichiarazioni dei quattro Long li avrebbe corrotti con i soldi della chiesa, comprando loro automobili e regali e facendosi accompagnare nei viaggi in giro per il mondo insieme a lui. Per convincerli ad avere rapporti con lui avrebbe usato parole e lezioni contenute nella Bibbia. Inoltre, scrive CNN, nella denuncia di Flagg si legge che Long avrebbe tenuto delle cerimonie pseudo-matrimoniali tra loro due, con la presenza di «candele, scambio di fedi e citazioni bibliche».

In Georgia un adulto può avere legalmente rapporti sessuali con chiunque abbia più di sedici anni, quindi sia le autorità federali che quelle statali hanno dichiarato che non apriranno un’inchiesta contro Long. Ma il vescovo ha una notevole fama negli Stati Uniti — in particolare per sua severa posizione contro gli omosessuali — e il caso ha quindi avuto comunque una grande eco sui media. Nonostante i suoi avvocati gli abbiano consigliato di non amplificare ancora di più la questione, nel suo primo discorso dopo l’accusa Long ha fatto cenno alla vicenda senza citarla esplicitamente. Il palco era ovviamente quello della sua chiesa, davanti a centinaia e centinaia di seguaci.

«Nella mia vita non mi sono mai dipinto come un uomo perfetto. Ma non sono l’uomo che qualcuno sta descrivendo in televisione. Quello non sono io. Quello non sono io. […] Sono stato accusato, sono sotto attacco. Come ho detto prima, non sono un uomo perfetto. Ma questa volta combatterò. Mi sento come Davide contro Golia. Ho cinque pietre, e ancora non ne ho lanciata nessuna»

La reazione dei suoi fedeli è stato per lo più positiva: in molti continuano a difenderlo e rigettare come infondate le accuse dei ragazzi.

Annie Cannon, che frequenta la New Birth da sette anni, ha detto che non ha in programma di andare a seguire messa da qualche altra parte. «Conosciamo e amiamo il vescovo. Amiamo il posto in cui preghiamo. I miei figli vanno a scuola qui. Qui facciamo tutto».

Negli ultimi vent’anni Long è diventato uno dei leader religiosi più potenti del paese. La sua chiesa, la New Birth, è nata come una congregazione di periferia da 150 persone ed è ora diventata un enorme centro che include 25 mila membri, una cattedrale da 50 milioni di dollari e frequentatori illustri tra cui sportivi, politici e personaggi dello spettacolo. Non ha mai nascosto la sua ricchezza e si mostra spesso indossando diamanti e gioielli di platino. Nell’agosto del 2005 Long era stato accusato da un quotidiano di Atlanta d’aver intascato una parte delle donazioni arrivate alla sua associazione di beneficenza, guadagnandoci personalmente più di 3 milioni di dollari.