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  • sabato 25 Settembre 2010

Il Nobel Wole Soyinka fonda un partito in Nigeria

Si vota a gennaio del 2011 ma ci sono varie pressioni per rinviare le elezioni

Il partito di governo è alle prese con una grana sulla sua candidatura, contesa da cristiani e musulmani

Wole Soyinka, scrittore e poeta nigeriano, premio Nobel per la letteratura nel 1986, ha annunciato il lancio di un nuovo partito politico in vista delle elezioni presidenziali nel 2011. Soyinka lo ha descritto come un partito a “risorse zero”, definendolo così in contrapposizione alla corruzione degli altri partiti politici.

Le prossime elezioni presidenziali in Nigeria dovrebbero tenersi nel gennaio del 2011. Usiamo il condizionale perché in questo momento è in corso un vasto dibattito sulla possibilità di rinviare la consultazione. Le ragioni di chi spinge per un rinvio del voto sono diverse. La commissione elettorale del paese qualche giorno fa ha chiesto di posticipare le elezioni così da avere abbastanza tempo da ricompilare interamente le liste elettorali, per evitare frodi e imprecisioni. Poi ci sono i problemi interni al partito di maggioranza del paese, il Partito democratico del popolo, che ha rinviato le sue elezioni primarie ed è chiamato a una difficoltosa selezione del proprio candidato.

Il Partito democratico del popolo, infatti, è composto sia da musulmani che da cristiani, le cui comunità sono dislocate rispettivamente a nord e a sud del paese. Per questa ragione all’interno del partito è in vigore da tempo una regola informale che vuole che il candidato alle presidenziali sia una volta un musulmano e una volta un cristiano. Alle elezioni presidenziali del 2007 – caratterizzate da brogli e diffuse irregolarità – il candidato del Partito democratico del popolo era stato il musulmano Umar Yar’Adua, che fu eletto presidente a larghissima maggioranza. Yar’Adua però è morto a maggio di quest’anno per problemi cardiaci, lasciando quindi l’incarico di capo del governo al suo vice Goodluck Jonathan, cristiano. Al momento di scegliere il candidato, le due fazioni quindi si sono scontrate: i musulmani chiedevano di poter designare nuovamente il candidato presidente, visti i mesi trascorsi dal cristiano Jonathan; i cristiani non erano d’accordo e premevano perché fosse rispettato l’accordo originario per un mandato ciascuno. Con ogni probabilità non si arriverà a un accordo: il presidente uscente Jonathan e altri esponenti del suo partito di religione islamica si contenderanno la nomination alle primarie.