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  • mercoledì 15 settembre 2010

Gli escursionisti americani sequestrati in Iran restano in due

Sarah Shourd è stata liberata su pagamento di una cauzione di cinquecentomila dollari

I tre sono stati arrestati nel luglio del 2009 durante un'escursione al confine tra Iraq e Iran

Ieri l’Iran ha rilasciato uno dei tre ostaggi americani che erano stati arrestati con l’accusa di spionaggio più di un anno fa. Sarah Shourd è stata liberata su pagamento di una cauzione di cinquecentomila dollari, versati sulla banca iraniana Bank Meli. La notizia è stata prima annunciata dall’avvocato della donna e poi confermata dalla procura di Teheran. Dopo il pagamento della cauzione, Sarah è stata trasferita nell’ambasciata svizzera a Tehran – che cura gli interessi degli Stati Uniti in Iran – e da lì è stata imbarcata su un volo per Mascate, in Oman, dove ad aspettarla c’era sua madre.

Le autorità iraniane hanno detto che gli altri due ostaggi – Shane Bauer e Josh Fattal – saranno detenuti per altri due mesi. I tre americani erano stati arrestati nel luglio del 2009  durante un’escursione sulle montagne del Kurdistan iracheno, al confine con l’Iran. I tre avrebbero attraversato il confine senza rendersene conto e per questo sono stati accusati di spionaggio. Hanno sempre sostenuto che lo sconfinamento fosse avvenuto per errore, ma diverse ipotesi si sono succedute sull’eventualità che l’arresto fosse avvenuto invece in Iraq, o che la loro guida li avesse ingannati: mai confermate. Le trattative per il loro rilascio vanno avanti da allora, complicate dai pessimi rapporti tra Stati Uniti e Iran, le cui autorità hanno più volte alluso ricattatoriamente alla loro sorte.

Appena giunta in Oman, Sarah ha ringraziato tutti per la sua liberazione, compreso il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad: «voglio ringraziare tutte le persone e tutti i governi che sono stati coinvolti nella mia liberazione. Voglio in particolare rivolgermi al presidente Ahmadinejad e a tutti i responsabili iraniani e i leader religiosi, e ringraziarli per il loro gesto umanitario. Sono grata e rispettosa». Il presidente americano Barack Obama ha detto di essere felice per il rilascio della donna, e di sperare che Teheran dimostri «rinnovata compassione» liberando gli altri due cittadini statunitensi. Stati Uniti e Iran hanno interrotto i loro rapporti diplomatici dalla famosa crisi degli ostaggi del 4 novembre 1979, quando 52 membri dell’ambasciata statunitense a Teheran furono presi in ostaggio durante una delle prime fasi della rivoluzione islamica e sequestrati per oltre un anno.