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  • martedì 7 Settembre 2010

Vespa e Lerner si danno del bavoso

Lo scontro sulle attenzioni di Vespa per i decolleté si aggrava

La questione del rapporto di Bruno Vespa con i decolleté femminili aveva catturato ieri l’interesse dei quotidiani, che avevano raccolto lo sdegno di Michela Murgia – vincitrice del premio – per le parole con cui Vespa aveva introdotto la scrittrice Silvia Avallone alla serata di premiazione del Campiello. Repubblica aveva persino affidato a Gad Lerner – testimone in quanto partecipante al concorso col suo libro “Scintille” – un pesante commento sulle attenzioni di Vespa dedicate più alla scrittrice che alla sua opera. Il commento era molto drastico, e oggi Vespa risponde – come è sua consuetudine fare – con una lettera a Repubblica in cui restituisce a Lerner altrettanto.

Caro Direttore,
mettiamoci d’accordo. Una donna brava e intelligente, qualunque lavoro faccia (anche la scrittrice) può essere bella senza pagare pegno? Se valorizza con l’abbigliamento la propria avvenenza, le si può rivolgere un complimento garbato? E’ quanto ho fatto sabato sera alla Fenice di Venezia con Silvia Avallone, vincitrice del Campiello Opera Prima (‘Acciaio’): ho detto che la ragazza (26 anni) aveva uno splendido decolleté. Il mio apprezzamento era così inopportuno che la stessa Avallone, confermando di essere una donna intelligente, ha detto al ‘Corriere della Sera’ di non averlo nemmeno notato, osservando che comunque la premiazione avveniva in una ‘atmosfera di levità’ e non eravamo certo in un’aula universitaria (Repubblica però riferisce che Avallone avrebbe detto «dispiace che in un momento e in un luogo dove si dovrebbe parlare di libri si dicano sciocchezze. Francamente preferisco fregarmene e tirare diritto, come hanno imparato a fare le donne quando ti capitano cose simili», ndr). La signorina ha dato una lezione di stile sia alla Murgia che a Lerner, due grillini onorari che non a caso si sono trovati in sintonia a sparlare di un tema che non li toccava. Se vorrà scrivere romanzi anche meno legati a streghe e sortilegi, alla Murgia un po’di humour non guasterebbe. Per quanto riguarda Lerner, i lettori di ‘Repubblica’ che non conoscono la sua grazia, la sua generosità, il suo approccio garbato, la totale assenza di sentimenti vicini all’invidia, si informino in giro. Potranno farsi un libero convincimento su chi – tra noi due – rischi di diventare davvero un “vecchio bavoso”. Al suo libro così ingiustamente bocciato dalla giuria popolare del Campiello, auguro comunque e ( sinceramente) di vendere almeno un terzo del mio più modesto “Donne di cuori”. Traguardo dal quale tuttora è lontano.
Grazie e cordialità, Bruno Vespa.