La punizione perfetta

Lo studio sulla punizione di Roberto Carlos ha fatto il giro dei giornali italiani, ieri. Oggi sulla Stampa dice la sua un altro specialista, il capitano della Juventus Alessandro Del Piero.

Come faccio a dimenticarla? La punizione di Roberto Carlos, quella punizione, mi impressionò, un gesto tecnico sensazionale, da restare a bocca aperta. Ora mi chiedete se sia stata la punizione perfetta, anzi se ne esista una. Fidatevi, esiste, è quella che entra in rete, la punizione vincente. Non c’è bisogno di disturbare matematici e fisici.

Nel calcio il risultato assorbe l’esecuzione, come il contenitore con il contenuto. Pensate che se quella punizione fosse andata fuori di un soffio, o fosse finita sul palo, pensate che se Barthez l’avesse parata ne verrebbe ancora esaltata l’importanza? Dubito che l’avrebbero studiata per analizzarla. La bellezza sta nell’essenzialità: il pallone è entrato, non importa come, se con un effetto particolare o perché è stato calciato forte, all’incrocio dei pali o sul palo interno, spiazzando o no il portiere. Tutti particolari. Anche perché con i palloni di adesso si sono moltiplicati i modi di calciare: se colpisco bene, in un certo modo, imprimo subito una traiettoria particolare.

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