• Mondo
  • giovedì 12 agosto 2010

“Gli USA restino fino al 2020”

Il capo delle forze militari irachene dice che le sue truppe non saranno pronte fino al 2020 e che gli Stati Uniti non dovrebbero andarsene

Il 2 agosto Obama ha annunciato la fine della guerra in Iraq e il progressivo ritiro di tutte le truppe dell'esercito americano

Eravamo rimasti al 2 agosto, all’annuncio ufficiale della fine della guerra in Iraq e del progressivo ritiro dell’esercito statunitense. Come promesso da Barack Obama in campagna elettorale, la gran parte degli americani lascerà il paese già alla fine del mese e le basi passeranno progressivamente sotto il controllo delle forze militari irachene.

Ieri la Casa Bianca ha ribadito che il presidente Obama è soddisfatto di come si stanno chiudendo le operazioni in Iraq e crede che gli Stati Uniti riusciranno a completare il ritiro entro la fine del 2011 come annunciato. Il capo delle forze militari irachene Babakir Zebari ha detto però che le sue truppe non saranno davvero pronte a prendere il controllo della situazione almeno fino al 2020 e che gli Stati Uniti dovrebbero interrompere le loro operazioni di ritiro dal paese. «Se mi chiedessero che cosa ne penso del ritiro delle truppe americane risponderei: gli Stati Uniti devono restare fino a quando le forze irachene non saranno completamente preparate».

Le dichiarazioni di Zebari sono arrivate dopo che otto soldati iracheni sono morti in un agguato e sono state interpretate come un’accusa lanciata contro le autorità politiche irachene, che non si sono opposte alla decisione degli Stati Uniti ma che ancora non sono riuscite a formare un nuovo governo. Zebari appartiene alla minoranza curda del paese e finora è rimasto fuori dalle lotte di potere tra sciiti e sunniti. Le autorità dell’esercito iracheno dicono che la violenza è di nuovo in aumento e che il meso scorso sono stati uccisi 553 civili, più di quanti ne siano stati uccisi negli ultimo due anni.

Gli Stati Uniti contestano queste cifre: «Continueranno ad esserci terroristi in Iraq», ha detto il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti Ben Rhodes «continueranno ad esserci episodi di violenza, ma non riusciranno a interrompere l’andamento positivo della situazione: il livello complessivo di violenza è inferiore rispetto al passato». Il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che il presidente Obama ha parlato direttamente con il comandante delle truppe in Iraq Ray Odierno, che gli ha assicurato che la situazione sta continuando a migliorare e che le truppe irachene sono preparate a prendere il controllo.