L’inchiesta sul presidente del Monte dei Paschi

Giuseppe Mussari è indagato per il progetto dell'aeroporto di Siena contestato dagli ambientalisti: l'accusa è che abbia favorito un fondo di investimenti

Contro il progetto si era pronunciato anche il FAI

È stato lo stesso Giuseppe Mussari, presidente del Monte dei Paschi di Siena e recente presidente dell’Abi (Associazione bancaria italiana) a comunicare di avere ricevuto un’informazione di garanzia per concorso in turbativa d’asta e falso in atto pubblico riguardo all’inchiesta sulle procedure di privatizzazione della società «Aeroporto di Siena Spa», che gestisce il piccolo scalo di Ampugnano nel territorio senese di Sovicille e ne progetta il potenziamento (progetto assai contestato da abitanti della zona e ambientalisti). L’inchiesta è condotta dai magistrati Mario Formisano e Francesca Firrao della Procura di Siena e gli indagati pare siano sedici. Repubblica ne riassume l’ipotesi:

Nel 2007 un comitato di saggi nominato dal Monte de’ Paschi scelse come partner della società aeroportuale «per l’adeguamento infrastrutturale dello scalo» il Fondo di investimenti Galaxy, partecipato dalle Casse depositi e prestiti italiana e francese e dalla banca tedesca Kfw. Secondo la procura, quella gara fu falsata. Mesi prima della pubblicazione dell’«invito a manifestare interesse», cioè del bando di gara, Mps e società aeroportuale avevano siglato un accordo con Galaxy per la realizzazione di un progetto di sviluppo dello scalo.

Il Corriere della Sera spiega meglio il fondo Galaxy:

Che al di là del nome esotico è un fondo pubblico, partecipato indirettamente dai governi di Francia, Germania e Italia. Ma che è entrato nella società senese contro il parere del Tesoro italiano e dentro il quale pochi giorni fa è successo un mezzo terremoto, con l’abbandono del progetto e la cacciata dell’amministratore delegato, francese.
Nel 2008 grazie a un aumento di capitale riservato, Galaxy entra nella Aeroporti di Siena con il 53,6%. Nel 2009 il Consiglio d’amministrazione della società, della quale è divenuta nel frattempo amministratore delegato Corinne Namblard, che ricopriva la stessa carica in Galaxy, dà il suo ok all’operazione nonostante le obiezioni del ministero dei Trasporti e dell’Economia. Secondo il Tesoro l’accordo con Galaxy non garantiva l’interesse pubblico: il fondo poteva uscire e rivendere ad altri privati senza alcuna prelazione per gli enti locali, e questo non rispettava la legge. «Termini scaduti per il silenzio assenso», disse la Aeroporti di Siena. L’operazione partì, ma oggi s’è inceppata. Il 23 luglio la Namblard è stata licenziata da Galaxy. Il fondo ha deciso di abbandonare il progetto Ampugnano e le azioni nella società sono state affidate al presidente di Galaxy, l’italiana Anna Molinotti, a suo tempo indicata da Cassa depositi e prestiti. Poco prima di essere sequestrate dalla Procura senese.

Mussari ha dichiarato di ritenersi «assolutamente estraneo alle ipotesi di reato formulate dalla procura di Siena», esprimendo fiduicia nei confronti della magistratura senese. I quotidiani stamattina ricordano i complessi e radicati rapporti tra la banca di cui Mussari è presidente e tutte le istituzioni cittadine nonché la stessa storia della città. Ma, spiega Repubblica, il progetto dell’aeroporto ha portato a una nuova rottura:

Fin dall’avvio del progetto di potenziamento dell’aeroporto, la società senese, in genere granitica, ha sperimentato una frattura sempre più profonda all’interno della sinistra, qui da sempre al potere: da una parte i fautori dello «sviluppo», dall’altra i difensori dell’ambiente e del paesaggio.

Con gli oppositori del progetto si era pronunciato anche il FAI. Una breve descrizione della zona e del progetto è data dal Giornale:

L’aeroporto si trova vicino al paese di Ampugnano, nel comune di Sovicille, ed è immerso nel verde delle colline senesi, in uno splendido paesaggio toscano. La Valle di Rosia, dove l’aeroporto è situato, ha nel sottosuolo l’importante falda acquifera del Luco, che dà approvvigionamento idrico alla città di Siena e a gran parte della provincia. Nato negli anni Trenta, nel 2009 il piccolo scalo ha movimentato 3.748 passeggeri. Il progetto di ampliamento della pista da 1.393 a 3.800 è fortemente osteggiato dalla popolazione, che ha costituito un comitato per contrastare le decisioni in merito e ha da tempo presentato ricorsi.