Il flop dell’anno: Google abbandona Wave

Il sistema innovativo di comunicazione e condivisione "non è andato come avremmo voluto"

Con un post sul blog di Google, la società più ambiziosa e potente della rete ha annunciato poche ore fa la sua più grossa ritirata di sempre: il progetto di “Wave”, l’innovativo sistema di comunicazione e condivisione online presentato a maggio di un anno fa con enorme battage mediatico, sarà abbandonato. Dopo averne celebrato la visione rivoluzionaria, il vicepresidente di Google Urs Hölzle ammette che “malgrado i suoi successi e i molti fan affezionati, Wave non è stato adottato quanto avremmo voluto”.

Google smetterà di svilupparlo, mantenendo il sito almeno fino alla fine del 2010 e cercando di sfruttare la tecnologia per altri progetti. L’anno scorso la sua introduzione era stata accompagnata da annunci che si riferivano più a quello che sarebbe diventato che a quello che già permetteva, e da una corsa tra geek e appassionati di nuove tecnologie a ottenere “inviti” per testarlo in anteprima. Questa era la spiegazione di Wave – tuttora oscura ai più – di Wikipedia:

Google Wave è “uno strumento personale di comunicazione e collaborazione” annunciato da Google alla conferenza Google I/O il 27 maggio 2009.Si tratta di una applicazione web, di una piattaforma e di un protocollo di comunicazione pensato per riunire email, messaggistica istantanea, wiki e social network. È fortemente orientato alla collaborazione e al real-time, supportato da estensioni che possono fornire, ad esempio, un solido controllo ortografico e grammaticale, la traduzione automatica tra 40 diverse lingue, e diverse altre estensioni. Inizialmente rilasciato ai soli sviluppatori, una versione “anteprima” di Google Wave è stata aperta a circa 600.000 utenti dal 30 settembre 2009, con una base di 100.000 utenti ognuno dei quali invitato a invitarne altri otto. Google Wave, piattaforma Open source, consente di creare una rete di interscambio dati (WaveNetwork) con in più l’integrazione con altre applicazioni Google, come Google Maps, Gmail, Google docs, Google Calendar. Wave infatti integra in un’unica schermata on line servizi di social network (Rete sociale), messaggistica istantanea, documenti, foto, video, audio sharing, feed Rss, mappe e altro. Con Google Wave gli internauti possono scambiarsi, condividere in modalità “one to many” (uno a molti) contenuti in formato digitale (mappe, testi, immagini, filmati) e conversare, in tempo reale realizzando un network-gruppo di lavoro digitale. Quindi la possibilita di elaborare documenti condivisi, di gestire un’ “onda” comunicativa ugc (user generated content,contenuto generato dagli utenti) in real time (tempo reale), di gestire interazioni e comunicazioni con gruppi ristretti.

L’abbandono del progetto dimostra ancora una volta quante difficoltà stia incontrando Google per la realizzazione di soluzioni per scambiarsi messaggi online “ibride”, in grado di sfruttare anche alcune funzionalità tipiche dei social network. La società rimette periodicamente ordine nella propria gamma di prodotti abbandonando quelli che non riescono a sfondare. Nel novembre del 2008 la società chiuse Lively, una sorta di sistema per chattare con personaggi 3D, ad appena cinque mesi dalla sua introduzione.

Google potrebbe integrare parte delle tecnologie sviluppate per Wave in Buzz, il sistema per la condivisione di contenuti aggiunto lo scorso anno a Gmail e che al momento non sta riscuotendo un grande successo tra gli utenti. Infine, da mesi si parla con insistenza del possibile lancio di una nuova forma di social network che potrebbe fare concorrenza a Facebook. L’indiscrezione sembra essere fondata, ma dalle parti del motore di ricerca nessuno sembra essere disposto a offrire qualche informazione in più. Se ne riparlerà probabilmente in autunno.

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