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  • sabato 31 Luglio 2010

La Russia in fiamme

Caldo torrido e siccità hanno causato vasti incendi nelle aree occidentali del paese e la morte di 28 persone

La siccità e il caldo, con picchi della temperatura mai registrati negli ultimi 130 anni, hanno causato numerosi incendi di vaste proporzioni nella Russia occidentale. Si stima che fino a ora le fiamme abbiano causato la morte di 28 persone e abbiano obbligato almeno 3.500 individui a fuggire dalle loro abitazioni, minacciate dagli incendi. Si parla di 1.260 case andate distrutte in pochi giorni e, nonostante gli sforzi, le autorità russe non sono ancora riuscite ad arginare efficacemente gli incendi.

A causa del clima secco, le fiamme si diffondono molto rapidamente nelle foreste: in un solo giorno i chilometri quadrati delle aree colpite dagli incendi sono passati da 850 a 1.200. Il primo ministro russo, Vladimir Putin, ha mostrato i progressi raggiunti tra ieri e oggi per arginare gli incendi, ma ha riconosciuto che la situazione rimane ancora molto grave e difficile da amministrare.

Le autorità russe hanno mobilitato circa 240mila persone per combattere gli incendi e rispondere alle esigenze dei cittadini rimasti senza casa. Lo stato di emergenza è attivo in 14 distretti federali su 83, e il primo ministro ha invitato i governatori locali ad attivarsi da subito per prevedere piani per la ricostruzione delle case. L’obiettivo è fare in fretta prima dell’arrivo della stagione fredda. Sul campo è impegnato anche l’esercito, inviato dal presidente Medvedev.

La temperatura dell’aria si è mantenuta per molti giorni al di sopra dei 40 °C causando un periodo di siccità che ha danneggiato seriamente i raccolti. I campi inariditi e ora gli incendi potrebbero portare alla bancarotta numerosi proprietari terrieri nell’area occidentale della Russia.

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