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  • giovedì 29 Luglio 2010

Un ex SS è accusato di sterminio in Germania

È accusato di aver partecipato allo sterminio di 430.000 ebrei durante la seconda guerra mondiale

Quello contro di lui sarà probabilmente l'ultimo grande processo contro un ex ufficiale nazista

L’ex ufficiale nazista Samuel Kunz, 90 anni, è stato accusato da un tribunale di Dortmund di aver partecipato allo sterminio di 430.000 ebrei durante la seconda guerra mondiale. Secondo l’accusa sarebbe stato una delle guardie del campo di concentramento di Belzec, Polonia, tra il 1942 e il 1943.  È anche accusato di avere ucciso personalmente dieci prigionieri durante alcuni scontri all’interno del campo.

Kunz era il terzo tra gli ufficiali nazisti più ricercati nella lista del Simon Wiesenthal Center, il centro per la memoria sull’Olocausto fondato da Simon Wiesenthal che dal 1977 si batte per assicurare alla giustizia i criminali nazisti. Il suo nome era uscito durante le indagini su un altro ex criminale nazista, John Demjanjuk (noto alle cronache con l’accusa di essere “il boia di Treblinka”), al momento imputato di avere ucciso 28.060 ebrei nel campo di concentramento di Sobibor. Entrambi sarebbero stati addestrati dalle SS nel campo di concentramento di Trawniki.

Kunz era nato in Russia nel 1921. Partecipò alla seconda guerra mondiale nell’esercito sovietico e quando fu catturato dai tedeschi gli fu data la possibilità di collaborare. Accettò e dopo un primo periodo di addestramento a Trawniki fu trasferito a Belzec.
Dopo la fine della guerra, si trasferì a Bonn dove ottenne la cittadinanza tedesca. Negli anni sessanta testimoniò in vari processi contro ex ufficiali nazisti. Interrogato recentemente dalla polizia bavarese, ha ammesso di aver lavorato nel campo di concentramento in quegli anni: «tutti sapevamo che gli ebrei venivano uccisi e poi bruciati, si sentiva l’odore ogni giorno».

Secondo Klaus Hillebrand, studioso tedesco della storia nazista, negli anni sessanta i giudici non erano interessati a processare ufficiali di basso rango, ma negli ultimi dieci anni questa tendenza è cambiata: «c’è stato un cambio generazionale e un nuovo atteggiamento nei confronti di questi processi». Le autorità tedesche hanno esaminato oltre 25.000 casi collegati ai crimini nazisti dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi, ma la maggior parte non è mai arrivata in tribunale.

Kunz non è stato arrestato perché secondo il tribunale non c’è rischio che cerchi di scappare. Secondo il settimanale tedesco Spiegel, quello contro di lui sarà probabilmente l’ultimo grande processo nei confronti di un ex ufficiale nazista: gli ultimi ex SS ancora vivi hanno ormai più di ottantacinque anni.