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  • mercoledì 7 Luglio 2010

Mubarak è molto malato

Le condizioni di salute del presidente egiziano peggiorano, il figlio minore candidato alla successione

La coalizione intorno a ElBaradei sta raccogliendo un dissenso sempre più trasversale contro il regime

Le condizioni di salute del presidente dell’Egitto Mubarak sembrano peggiorare ancora e le probabilità che il figlio minore prenda il suo posto come candidato alle prossime presidenziali del 2011 sono sempre più alte. Mubarak è presidente dell’Egitto da trent’anni, e la successione dinastica al potere non meraviglia nessuno.

Secondo il quotidiano arabo di lingua inglese Al-Quds Al-Arabi, Mubarak sarebbe stato sottoposto a ulteriori esami durante la sua recente visita a Parigi, e potrebbe essere ammalato di cancro. Lo scorso marzo fu ricoverato in Germania per essere sottoposto a un intervento chirurgico, e secondo le ultime indiscrezioni dovrà presto tornarci per un nuovo ciclo di esami e di cure. Dopo l’intervento i medici gli consigliarono di prendersi un lungo periodo di riposo, ma il presidente volle subito apparire in pubblico per rassicurare l’Egitto sul suo stato di salute.

Negli ultimi mesi la stampa araba ha fatto molte ipotesi sulla malattia di Mubarak e sulle possibilità di una eventuale successione politica. La più probabile al momento sembra quella del figlio minore Gamal Mubarak, che sta emergendo all’interno del Partito Nazionale Democratico e che starebbe cercando di tessere nuove alleanze politiche in vista delle prossime elezioni.

Da alcuni mesi il premio Nobel per la Pace Mohamed ElBaradei sta conducendo una campagna molto aggressiva contro Mubarak e il suo partito, e poco alla volta la coalizione che si sta formando intorno a lui potrebbe diventare un avversario pericoloso alle prossime elezioni. ElBaradei chiede da tempo la riforma del sistema politico egiziano, a partire dalla revoca dello stato di emergenza, e si propone come catalizzatore di un dissenso sempre più trasversale nei confronti del regime. Il mese scorso i Fratelli Musulmani – il maggiore gruppo di opposizione islamista – hanno annunciato il loro appoggio alla campagna di ElBaradei, favorendo quella saldatura tra opposizione laica e opposizione islamista che Mubarak ha cercato finora di impedire.