Obama potrà spegnere internet?

Una legge in discussione al congresso potrebbe dare a Obama la facoltà di bloccare il traffico internet in caso di emergenza nazionale

La definizione di "emergenza nazionale" non è chiara, e alcuni temono che la legge possa portare all'oscuramento di siti come Wikileaks

Il presidente Obama potrebbe avere presto il potere di monitorare e controllare il traffico internet sul territorio statunitense, arrivando fino al punto di oscurare alcuni siti o “spegnere” del tutto la rete, in caso di emergenza nazionale. La misura è inserita in un progetto di legge bipartisan in discussione al senato. La legge consegna all’esecutivo il potere di dichiarare lo stato di “emergenza da sicurezza informatica” e chiudere o limitare il traffico di dati sulla rete “nell’interesse della sicurezza nazionale”. Inoltre, qualora entrasse in vigore, la misura darebbe al ministro del commercio la possibilità – sempre e solo in caso di emergenza nazionale – di avere accesso o monitorare qualsiasi dato transitato su qualsiasi rete senza dover rendere conto a nessuna delle leggi che normalmente regolerebbero queste pratiche.

La legge sta agitando molto la rete americana e diversi gruppi per le libertà civili, secondo i quali la norma permetterebbe al presidente Obama – e a qualsiasi altro presidente, dopo di lui – la facoltà di “spegnere internet” per un tempo che potrebbe durare anche trenta giorni. Dall’altra parte, i sostenitori della legge sostengono che la sua finalità è la creazione di uno scudo che protegga gli Stati Uniti e le sue aziende dalla crescente minaccia dei cyberattacchi, come quelli occorsi a Google negli scorsi mesi provenienti dalla Cina.

Cosa definisca una “emergenza da sicurezza informatica” non è specificato nella legge, che preferisce lasciare al presidente il potere discrezionale di decidere cosa considerare una minaccia per il paese. Questo apre la strada a qualsiasi tipo di utilizzo della norma, compresi i più controversi: che fare con i documenti segreti diffusi da Wikileaks, per esempio? Non è difficile far passare come una “minaccia alla sicurezza nazionale” la diffusione di un video che mostra i soldati statunitensi uccidere dei civili: il presidente avrà il potere di oscurare Wikileaks o Youtube per impedirne la diffusione? Daily Beast ha raccolto un po’ di dichiarazioni preoccupate, molte altre se ne trovano in giro.

“Questa legge potrebbe trasformarsi facilmente in una minaccia per la libertà di parola”, ha detto Wayne Crews del Competitive Enterprise Institute. “Lo abbiamo visto nella nostra storia recente: in caso di emergenza nazionale, l’esecutivo interpreta i suoi poteri in modo molto vasto e sbrigativo”, ha detto Gregory Nojeim del Centro per la Democrazia e la Tecnologia.

Fino a questo momento, l’iniziativa legislativa non ha coinvolto la Casa Bianca, che non ha ancora preso posizione. La legge è stata promossa dal senatore Joseph Lieberman (indipendente, ma vota spesso con i democratici) e dalla senatrice Collins, tra i repubblicani più moderati del congresso. Entrambi hanno garantito che la legge non vuole prendere di mira i siti internet come Wikileaks, ma soltanto la protezione dell’infrastruttura informatica americana.

Lieberman ha detto che la legge serve a prevenire quello che sarebbe “un undici settembre informatico”: il tentativo di “spie e terroristi” di infiltrarsi nella rete statunitense e magari infilarsi nelle infrastrutture di collegamento da cui dipendono obiettivi delicatissimi come le centrali nucleari o le banche. “Internet è nata come strumento di comunicazione quarant’anni fa, ma ora è una necessità della vita moderna, e per questo è sotto costante attacco”.