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  • venerdì 18 Giugno 2010

Chiedere scusa alla BP

Il texano Joe Barton ha chiesto scusa alla BP per l'accanimento del governo nei suoi confronti

Barton è stato costretto a ritrattare dopo essere stato criticato dai suoi stessi compagni di partito

Ieri pomeriggio, durante l’audizione al congresso dell’amministratore delegato della BP, un deputato repubblicano – Joe Barton, eletto in Texas – ha preso la parola per scusarsi con la compagnia petrolifera, facendo riferimento al fondo da venti miliardi di dollari per sanare il danno nel golfo del Messico che l’amministrazione Obama ha imposto a BP.

Mi vergogno di quanto accaduto ieri alla Casa Bianca. Penso che sia una colossale tragedia che un’azienda privata sia sottoposta a qualcosa che non si può non definire un’estorsione, un’estorsione da venti miliardi di dollari. Non c’è dubbio che BP abbia delle colpe e debba darne conto. Ma la strada per accertare le responsabilità e far sì che qualcuno possa pagare è ancora lunga. Quindi mi scuso. Non voglio vivere in un paese in cui ogni volta che un cittadino o un’azienda fanno qualcosa di sbagliato, questi siano soggetti a pressioni politiche tali da legittimare estorsioni di denaro come questa. Quindi, ancora, mi scuso.

Barton è da sempre uno dei repubblicani più vicini alle compagnie petrolifere, che nel corso degli anni hanno donato oltre un milione di dollari alle sue campagne elettorali. Stavolta però l’ha detta talmente grossa che pure i suoi compagni di partito se la sono presa parecchio. Praticamente tutti si sono dissociati dalle sue parole, alcuni gli hanno chiesto di dimettersi da deputato. Alla fine se l’è cavata con delle scuse – delle scuse per essersi scusato, in pratica – ma i democratici non hanno mollato la presa.

In meno di tre ore dalla dichiarazione di Barton, il comitato dei democratici al congresso ha lanciato una campagna su Facebook e una petizione per spingere Brown a ritrattare “le sue scuse vergognose”. Il comitato nazionale dei democratici ha diffuso cinque comunicati stampa evidenziando i nomi degli altri esponenti repubblicani che hanno espresso preoccupazione per l’ammontare del fondo da venti miliardi di dollari (Haley Barbour, Dino Rossi, Michele Bachmann, Rudy Giuliani), il comitato per la campagna elettorale dei democratici al senato ha diffuso un dichiarazione, l’ufficio di Nancy Pelosi ha fatto lo stesso, così come diversi gruppi e movimenti di sinistra. Per non parlare della Casa Bianca, che attraverso Robert Gibbs ha manifestato tutto il suo disappunto.