Mezzo secolo di fotocopie

La Xerox 914, la fotocopiatrice che cambiò il modo di duplicare e conservare i documenti, compie 50 anni

Fu un costruttore di bulloni ad acquistare la prima Xerox 914, la fotocopiatrice destinata a rivoluzionare la duplicazione dei documenti. Era un giorno di marzo del 1960 quando il macchinario fu portato in uno stabilimento della Pennsylvania. La Xerox 914 pesava la bellezza di 290 chili, aveva bisogno di un addetto per essere disimballata e poteva essere utilizzata solamente dagli impiegati che avevano seguito un corso apposta per poter fare le fotocopie, racconta Edward Tenner sull’Atlantic.

Grazie alla qualità delle copie prodotte e alla crescente domanda di sistemi per riprodurre i documenti, la Xerox 914 conobbe in breve tempo un successo fulminante. La società proseguì la produzione del modello per 17 anni, un vero record: specie se confrontato con i tempi di vita media degli aggeggi tecnologici dei giorni nostri. La rivista Fortune definì la Xerox 914 «il prodotto di maggior successo mai prodotto e commercializzato in America».

A cinquant’anni di distanza dall’introduzione della fotocopiatrice, la società che la produceva è cambiata molto. Ora Xerox si occupa principalmente di sistemi e soluzioni per aiutare le imprese a gestire i loro dati e le informazioni, mentre la produzione di dispositivi per la stampa dei documenti è stata sensibilmente ridotta. Del resto computer, scanner e stampanti multifunzione hanno reso meno frequente l’utilizzo delle fotocopiatrici, che iniziano a latitare dagli uffici.

La Xerox 914 ha comunque segnato un’epoca e anche due modi diversi di concepire l’archiviazione e la gestione dei documenti, spiega Tenner:

Anche nel periodo della carta carbone, americani ed europei hanno trattato i documenti diversamente. Gli europei avevano archivi centrali, con le lettere conservate nei raccoglitori e indicizzate da segretarie molto preparate. Gli americani furono pionieri nell’utilizzo degli archivi decentralizzati, multipli e conservati negli armadietti. La fotocopiatrice aiutò a riempirli, favorendo il diffondersi a basso costo delle informazioni, spesso con conseguenze impreviste: Daniel Ellsberg utilizzò la fotocopiatrice di una agenzia pubblicitaria di Los Angeles per duplicare alcuni documenti del Pentagono.

La rivoluzione delle fotocopie a costi contenuti e realizzabili in breve tempo non interessò solamente gli uffici, ma anche gli ambienti scolastici ed accademici. Le riproduzioni dei documenti divennero più accessibili e potevano essere duplicate più volte. A un paio di anni dall’introduzione della Xerox 914 saltarono fuori i primi evidenziatori, che potevano essere utilizzati sulle copie dei documenti senza troppe remore.

La fotocopiatrice favorì anche nuove forme di editoria su piccola scala, che prima facevano quasi unicamente affidamento sui ciclostili. Le pagine potevano essere composte con forbici e colla prima di essere duplicate in breve tempo per realizzare volantini, bollettini e piccoli giornali.

La Xerox 914 ebbe anche qualche effetto negativo: la procrastinazione. Arthur Molella, direttore dello Smithsonian Lemelson Center for Study of Invention and Innovation, conobbe un importante studioso dell’Ivy League dei tardi anni Sessanta che passò ore e ore ogni giorno per fotocopiare degli articoli di giornale per un libro che non scrisse mai.

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