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  • sabato 22 maggio 2010

Cose che ho capito con gli sceneggiatori di Lost

In risposta a un post sulla misoginia di Lost, uno che ne ha conosciuto gli autori racconta

di Ludovico Bessegato

Un anno fa esatto la casa di produzione per cui lavoro mi ha chiesto se ero interessato a frequentare un Workshop con gli sceneggiatori di Lost. Ho dato l’unica risposta possibile.
Sono state due ore divertenti, un po’ caotiche, piene di risate. Ad un certo punto è comparso anche Matthew Fox, dicendo che finito Lost avrebbe fondato una vera Dharma Initiative.
E’ passato un anno e Lost ormai sta per esaurirsi, alimentando sempre più dibattiti, somme e commenti.
Tra le migliaia ne ho letto uno di Luca Sofri in merito alla presunta misoginia di Lost, e mi ha fatto ricordare quel workshop: quello che segue è un elenco disordinato e casuale di quello che Lindeloff e Lieber ci hanno raccontato un anno fa.

– che a loro dire il vero leader della serie è Benjamin Linus (non in questa serie però, direi)

– che lo scontro empirismo / metafisica, incarnato dallo scontro jack / john, si ispira e si nutre del quotidiano scontro tra Lindeloff e Lieber (i due sceneggiatori, headwriters)

– che in fase di scrittura del progetto iniziale, avevano previsto solo due serie, l’attuale prima e l’attuale sesta. Ma poi la cosa piacque molto alla ABC e hanno UN PO’ dovuto allungare il brodo.

– che Matthew Fox è in assoluto il loro cocchino, l’unico a sapere fin dall’inizio come finisse la serie, e per questo è un po’ invidiato dal resto del cast.

– che la loro giornata inizia (davvero) con un pacco di quotidiani e riviste, una bottiglia di jack daniels e un’ora dedicata al brain storming più pindarico e libero possibile. Che spesso non ha nulla a che vedere con Lost.

– che esiste una persona, il cui unico lavoro è controllare che tra flashback, flashforward, viaggi nel tempo ecc… tutto torni, sempre. Questa persona ha una stanza di 50 metri quadri occupata da migliaia di cassetti con tutti i dati incrociati. Perchè a volte la domanda è più difficile. Può essere una cosa tipo:
Ma che rapporto c’era tra Mr Eko e Desmond? E l’omino tira fuori il cassettino giusto e te lo dice.

– che in generale Lindeloff e Lieber sono due tipi a posto, piuttosto simpatici e sarcastici. Si dimostravano piuttosto insofferenti alle nostre domande, sperando in qualcosa di meglio e, in quei casi, davano risposte alquanto sprezzanti. Mi chiedo cosa avrebbero risposto al post di Sofri.

Al quale rispondo io dicendo che c’è anche Penny, che è una tosta. E lo erano anche Libby e Ana Lucia. Rose stessa non è affatto male.
Potrei anche dire che, di contro, di uomini fortemente risolutivi ce ne stanno altrettanto pochi. Mentre la fila dei cretini è lunga. Da Boone, a Charlie, a Michael fino a quel babbeo di Richard.

Ma ovviamente è un po’ vero che la tv è misogina. E dirò di più, lo è consapevolmente. Per postulato editoriale.
PS: Juliet non è stata “uccisa” dagli sceneggiatori. Si è suicidata per andare a fare V-Visors. No comment.

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