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  • giovedì 20 Maggio 2010

Osvaldo López Arellano e la guerra del calcio

Guidò due colpi di stato e fu Presidente dell'Honduras nei quattro giorni della guerra contro El Salvador

Nel 1973 Nixon gli regalò una piccola roccia proveniente dal suolo lunare

Il Wall Street Journal racconta chi era Osvaldo López Arellano, il colonnello che guidò due colpi di stato militari in Honduras e che fu Presidente della nazione per più di dieci anni, compresi i quattro giorni della “guerra del calcio” con El Salvador. Lopez è morto domenica a Tegucigalpa, aveva 89 anni.

Era un ufficiale dell’esercito che aveva studiato aviazione in Arizona durante la seconda guerra mondiale. Era diventato Ministro della Difesa alla fine degli anni cinquanta e si era guadagnato una reputazione di forte anticomunista in un periodo in cui gli Stati Uniti temevano che Cuba avrebbe esportato la rivoluzione in tutta l’America Latina. Nell’ottobre del 1963, a dieci giorni dalle elezioni, guidò un golpe molto sanguinoso contro il governo e si insediò come Presidente.

Il calcio fu il detonatore della guerra tra Honduras e El Salvador, che erano entrati in conflitto per questioni di confini e immigrazione dopo che l’Honduras aveva espulso più di 300.000 immigrati salvadoregni dal proprio territorio. Honduras e El Salvador si incontrarono durante il girone di qualificazione per i mondiali del 1970 in Messico. La partita decisiva per la qualificazione alla finale si giocò nel campo neutro di Città del Messico il 27 giugno del 1969. Finì 2-2 dopo i tempi regolamentari e solo all’11’ minuto del primo tempo supplementare Mauricio “Pipo” Rodríguez regalò a El Salvador l’accesso in finale contro Haiti. Alla fine della partita gli scontri tra le due tifoserie si tramutarono in una sorta di guerriglia urbana, durata per ore per le vie intorno allo stadio Azteca. La guerrà iniziò a poco più di due settimane di distanza.

La guerra durò quattro giorni e vide gli eserciti di Honduras e El Salvador bombardare i rispettivi aeroporti e altri obiettivi strategici. È considerata l’ultima guerra combattuta con aerei residuati della seconda guerra mondiale.

Il 18 luglio l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) impose il cessate il fuoco e la guerra finì senza che nessuno dei due Paesi potesse dirsi vincitore. Due anni dopo, nel 1971, Lòpez si fece da parte per consentire lo svolgimento di elezioni democratiche, ma rimase a capo delle forze armate e nel dicembre del 1972 riprese il potere con un secondo golpe militare, questa volta meno sanguinoso. Lui stesso fu deposto in seguito a un colpo di stato nel 1975, dopo essere stato coinvoto in uno scandalo di tangenti connesse all’azienda americana United Brands. La crisi che ne seguì portò alla diffusione dell’espressione “Repubblica delle banane”, usata per la prima volta nel 1896 dallo scrittore americano O. Henry.

Nel 1973, il Presidente americano Richard Nixon regalò a Lòpez un piccolo frammento di suolo lunare, proveniente da una roccia recuperata durante la missione Apollo-17 del 1972. La roccia fu suddivisa in più di duecento frammenti, che vennero distribuiti in segno di amicizia a tutti gli Stati americani, a Porto Rico e ad altri 135 Paesi tra cui l’Honduras. Ogni frammento fu montato su una placca di legno insieme alla bandiera dello Stato che lo avrebbe ricevuto in regalo. In molti casi i frammenti finirono nei musei, quello dell’Honduras invece sparì.

La roccia ricomparve negli anni novanta nelle mani di un commerciante americano che l’aveva comprata da un ex ufficiale dell’esercito dell’Honduras. Solo nel 2002 la Nasa riuscì a recuperare il frammento lunare e a restituirlo al governo dell’Honduras in seguito a una lunga disputa legale archiviata con questo nome: “Stati Uniti vs Sfera Plastificata Contenente Materiale Lunare (Roccia Lunare) e Targhetta in Legno di 25X35 cm”.