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  • mercoledì 19 maggio 2010

Giro di ricognizione

Ieri negli Stati Uniti un interessante giro di primarie in vista delle elezioni di metà mandato

Ieri negli Stati Uniti si è tenuto un giro di primarie in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo novembre, e un’elezione suppletiva nel famigerato 12simo collegio della Pennsylvania (perché famigerato? perché è stato l’unico collegio statunitense a votare John Kerry nel 2004 e John McCain nel 2008). I risultati non sono incoraggianti per i cosiddetti “incumbent”, cioè i candidati uscenti. E considerato che i democratici hanno la maggioranza al congresso, non sono incoraggianti soprattutto per loro.

In Arkansas le primarie dei democratici vedevano la sfida tra Blanche Lincoln – senatrice uscente, centrista e per questo molto criticata dalla base del partito – e Bill Halter, vice governatore dello stato. Tra loro un terzo incomodo, l’imprenditore D. C. Morrison. Lincoln si è fermata al 44,5 per cento, Halter dietro di lei al 42 per cento: dato che nessuno ha raccolto la metà più uno dei voti, sarà necessario un ballottaggio. È una vittoria soprattutto per Halter, ma in ogni caso difficilmente i democratici riusciranno a evitare di perdere il seggio, il prossimo novembre. Il candidato repubblicano John Boozman viene dato come favorito dai sondaggi qualunque sia il suo sfidante.

In Kentucky la gara più interessante era nel partito repubblicano, e vedeva sfidarsi Rand Paul e Trey Grayson. Rand Paul, candidato dei tea party, è il figlio di Ron Paul, ormai anziano politico repubblicano populista e libertario, molto popolare nella base dei repubblicani. Grayson invece era il candidato ufficiale del partito. Indovinate chi ha vinto? Rand Paul, con quasi il doppio dei voti del suo sfidante. E anche lui potrebbe battere il candidato democratico a novembre.

In Oregon i repubblicani dovevano scegliere il loro candidato a governatore. Si sfidavano Chris Dudley (quel Chris Dudley: la stella della NBA) e Allen Alley, figura piuttosto grigia e anonima del partito repubblicano. Ha vinto Dudley, e anche questa è una piccola notizia, considerate le idee dell’ex giocatore di pallacanestro: a favore del matrimonio omosessuale, a favore della libertà di scelta sull’aborto, lontano dai toni incazzosi e populisti della maggioranza del suo partito.

Le primarie democratiche in Pennsylvania erano probabilmente l’appuntamento più importante. Il senatore uscente è Arlen Specter, repubblicano centrista e moderato, passato ai democratici lo scorso anno quando l’aria nel suo partito si era fatta irrespirabile. Gli elettori democratici però non lo hanno premiato, nemmeno a fronte del suo immediato allineamento alla maggioranza nei voti in senato (altri senatori democratici centristi non hanno perso occasione per far sudare i loro voti, vedi quanto accadde durante tutto l’iter di approvazione della riforma sanitaria). Ha vinto Joe Sestak, deputato dalle posizioni maggiormente ortodosse.

L’elezione suppletiva nel 12simo collegio della Pennsylvania, infine. Ha vinto Mark Critz, democratico, già assistente del deputato John Murtha, la cui morte ha reso necessario il voto anticipato. La vittoria di Critz sul repubblicano Burns in un collegio equilibrato e non semplicissimo ha dato qualche speranza in più ai democratici in vista di novembre. “Se i repubblicani non vincono lì”, aveva detto il giornalista e blogger Marc Ambinder, “allora bisognerà rivedere tutte le teorie sull’imminente ondata repubblicana”. Non hanno vinto.

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