Era l’uomo più ricco della Cina, condannato a 14 anni

Huang era a capo di una grande catena di negozi di elettrodomestici in Cina

La condanna della Corte di Pechino prevede 14 anni di carcere e 88 milioni di dollari di multa

Huang Guangyu dovrà passare i prossimi 14 anni della propria vita in carcere. Huang ha 41 anni e non è un dissidente politico cinese malvisto dal regime, ma uno degli uomini più ricchi dell’intero paese asiatico. La seconda Corte di Pechino ha condannato il miliardario per truffa a insider trading e ha inoltre richiesto il pagamento di una multa da 88 milioni di dollari, riferisce Bloomberg.

Huang era a capo della seconda più importante catena di rivendita di elettrodomestici in Cina, la Gome Electrical Appliances Holding Ltd., e con investimenti e operazioni finanziarie aveva raccolto in breve tempo circa 6,3 miliardi di dollari, diventando uno degli uomini d’affari più in vista del paese. Era considerato un modello dei nuovi self-made-men cinesi, quelli nati e cresciuti nella nuova fase del regime ormai aperto al capitalismo.

La sentenza che ha interessato Huang rientra in un’operazione più ampia condotta dal governo di Pechino per limitare i fenomeni di corruzione, divenuti ingombrantissimi in molti ambiti pubblici e privati. Stando alle ricostruzioni e ai dati raccolti dagli inquirenti, il miliardario ora condannato partecipò alla corruzione di cinque funzionari governativi per i quali versò denaro e acquistò abitazioni per circa 660mila dollari tra il 2006 e il 2008. Favori che servirono per ottenere vantaggi nell’espansione della catena Gome nel paese. Un sistema che suonerà familiare, ma in Cina sono più avanti.

Huang è stato, inoltre, condannato per operazioni irregolari di cambio per 105 milioni di dollari tra i mesi di settembre e novembre 2007. I funzionari del Partito comunista coinvolti nello scandalo sono stati rimossi dai loro incarichi e sono indagati.

Huang, che ha raggiunto la vetta della Hurun Report’s China Rich nel 2008 [la classifica degli uomini cinesi più ricchi, ndr], ha affrontato il processo con una udienza durata dodici ore lo scorso mese. Il miliardario aveva rassegnato le dimissioni nel gennaio dello scorso anno da primo responsabile di Gome dopo essere stato trattenuto dalla polizia per “crimini economici” nel 2008. Rimane il principale azionista con una quota pari al 34%, stando alle informazioni raccolte da Bloomberg.

La storia di Huang è interessante e descrive bene le opportunità offerte dal sistema economico in Cina. A 16 anni lasciò la scuola e decise di spostarsi a Pechino dalla provincia di Guangdong dove viveva con la propria famiglia di contadini. Partì per la capitale con il fratello, una borsa piena di radioline, batterie e altri dispositivi elettronici da vendere una volta arrivato a destinazione. Con gli agganci giusti, Huang aprì un primo negozio per la vendita di elettrodomestici cavalcando le prime aperture del regime verso il consumismo. Gome ora conta quasi 600 punti vendita ed è uno dei principali rivenditori in Cina di materiale elettronico.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.