Bondi ricorda a Giuliano Ferrara da che parte stare

Nuova lettera al Foglio stamattina, ma stavolta il direttore non risponde

È curioso che lo ricordi proprio a lei

In una nuova lunga lettera indirizzata al direttore del Foglio e pubblicata stamattina (la precedente era d una settimana fa), il ministro Sandro Bondi critica l’invito di ieri da parte del giornale a sopire le tensioni e i litigi all’interno del PdL. Bondi spiega ancora che ormai una rottura è secondo lui consumata, e allora rottura sia.

La mia opinione, perciò, non sulla base di un sentimentalismo politico bensì di un stringente ragionamento, è che le ragioni della spaccatura che si è manifestata nel corso dei lavori della Direzione siano più profonde di quelle di un legittimo dissenso nelle sedi del partito che nessuno potrebbe ragionevolmente non riconoscere.

Descrivendo ancora la sua interpretazione del “dissenso” tra i finiani e i berlusconiani, Bondi sembra poi temere che Giuliano Ferrara dimentichi da che parte stare.

La radice del dissenso è ancora più profonda perché l’on. Fini rappresenta, a mio avviso, una politica che si identifica completamente, che accetta totalmente la realtà, secondo gli stessi schemi della sinistra, senza più un approccio critico e una visione della realtà che si incarni in una concezione della libertà fondamentalmente come responsabilità e non come progressivo ampliamento dei diritti della libertà.
È curioso che lo ricordi proprio a lei che è stato ed è uno dei più coerenti e coraggiosi alfieri di questa concezione della libertà, nell’alveo della rivendicazione del valore della verità e della vita, cristianamente pur se laicamente intesi.

Stamattina, il direttore non risponde.