• Mondo
  • martedì 4 Maggio 2010

Afghanistan, un premio ai soldati che non sparano

L'obiettivo è ridurre il numero di vittime e migliorare i rapporti con i civili

Tra la fine di marzo e gli ultimi giorni di aprile in Afghanistan sono morti 173 civili a causa della guerra. L’aumento di vittime rispetto allo scorso anno è stato pari al 33% e gli alti comandi della NATO cercano ora nuove soluzioni per limitare questa strage. La proposta allo studio è quella di premiare i soldati che evitano l’uso della forza nelle situazioni in cui potrebbero rimanere feriti dei civili.

Secondo i responsabili della NATO sul campo, l’iniziativa potrebbe indurre i militari a compiere le azioni belliche con maggiori cautele, tenendo maggiormente in considerazione i potenziali pericoli per la popolazione. Attacchi meditati e risparmio di un maggior numero di vite potrebbero migliorare i rapporti dei soldati con i civili, molto critici e talvolta ostili nei confronti delle forze di occupazione della NATO.

L’idea di premiare i soldati con un riconoscimento al valore per esseri trattenuti dallo sparare è stata formulata per la prima volta dal generale britannico Nick Carter lo scorso aprile. Carter coordina le truppe nell’Afghanistan meridionale e lo scorso aprile ha proposto il nuovo premio al generale delle forze sul campo nel paese, Stanley McChrystal. E proprio McChrystal starebbe ora studiando le modalità migliori per introdurre il riconoscimento.

McChrystal ha diffuso linee guida molto restrittive lo scorso anno per limitare l’uso della forza al fine di ridurre le vittime tra i civili e contenere la rabbia della popolazione. La percentuale di morti tra i civili attribuite alla NATO e alle forze afghane è così diminuita, stando alle Nazioni Unite. Ma anche i piccoli incidenti possono danneggiare gli sforzi della coalizione, e il problema potrebbe peggiorare quando i nuovi contingenti della NATO giungeranno nel paese nel corso dell’estate per l’offensiva nel cuore spirituale dei Talebani nella provincia di Kandahar.

La tecnica di evitare inutili scontri a fuoco pericolosi per la popolazione viene adottata da tempo e spesso dà risultati incoraggianti. Lo scorso gennaio, per esempio, alcuni soldati sono stati oggetto di un lancio di pietre e mattoni da parte dei civili, convinti che le forze della colazione avessero bruciato una copia del Corano. I militari evitarono di difendersi con le armi. Sei persone vennero però uccise a causa dell’intervento delle forze di sicurezza afghane.

I soldati che si distingueranno per aver preservato la vita dei civili non riceveranno probabilmente una medaglia vera e propria, ma un altro tipo di riconoscimento. Ma non tutti sono convinti che il sistema potrà davvero funzionare, come dice all’Associated Press il capitano Edward Graham: «Non uno solo di questi ragazzi lo farebbe per le medaglie. Il problema è trovare un modo per riuscire a dormire, la notte. Se ferisco donne o bambini, non posso dormire. Se perdo uno dei miei uomini, non posso dormire. Devo trovare un modo».