Pornografia bellica

«Oggi ci sono migliaia di video di pornografia bellica e sono già stati visualizzati milioni di volte»

I filmati offrono un'immagine distorta della guerra

Il filmato di Wikileaks sull’uccisione di due giornalisti Reuters e alcuni altri civili da parte dell’esercito americano ha portato a un ampio dibattito, non solo sulle procedure adottate dai soldati nelle aree di guerra, ma anche sull’opportunità di mostrare immagini anche molto esplicite e macabre sui combattimenti. Newsweek racconta che grazie all’ampia produzione di filmati ufficiali e non, provenienti dai fronti dell’Iraq e dell’Afghanistan, la “pornografia bellica” ha raccolto numerosi estimatori che si ritrovano online per condividere video e impressioni sulle azioni di guerra.

Quando sono scoppiati i conflitti in Afghanistan e Iraq, l’esercito ha diffuso alcuni filmati originali con scene di combattimento ora disponibili su Internet per creare un legame più forte tra il campo di battaglia e il fronte interno. I soldati hanno iniziato realizzando loro stessi dei video o ricavandoli dalle riprese degli apparati bellici come i droni Predator. Ma non appena queste immagini sono diventate disponibili, civili e soldati hanno iniziato a montare insieme gli spezzoni, aggiungendo spesso delle colonne sonore e condividendoli sul Web. Oggi ci sono migliaia di video di pornografia bellica e sono già stati visualizzati milioni di volte.

Come nella pornografia sessuale, i filmati sono molto espliciti e mostrano esplosioni, ricognizioni, bombardamenti e violenti scontri a fuoco. Le immagini spesso indugiano sulle vittime, mentre raramente mostrano il ferimento dei soldati americani al fronte.

Secondo Jessica Ramirez di Newsweek, la pornografia bellica ha conosciuto un buon successo in seguito alla diffusione delle immagini di torture nei confronti dei prigionieri del carcere di Abu Ghraib. Le fotografie realizzate dai soldati americani hanno fatto nascere una nuova forma di baratto online: video di guerra in cambio di filmati pornografici a sfondo sessuale.

Chris Wilson gestiva un sito web con contenuti pornografici amatoriali quando decise di richiedere materiale pornografico dai soldati nelle due aree di guerra. Ma quando i pagamenti con carta di credito si sono rivelati problematici, Wilson ha consentito ai militari di scambiare immagini di guerra per poter accedere ai contenuti a sfondo sessuale del sito web. Le prime immagini ricevute erano abbastanza innocue. Ma quando la guerra in Iraq ha raggiunto il peggio verso la fine del 2004, le immagini e le riprese sono diventate più sanguinose con scatti di cadaveri senza testa e parti del corpo come arti, cervelli e interiora.

A causa delle sue attività online, Wilson ha dovuto affrontare alcune cause legali e un’indagine del Pentagono che non ha però portato ad alcun provvedimento nei suoi confronti o nei confronti di alcuni membri dell’esercito. Il sito web di Wilson è stato oscurato, secondo il proprietario a causa dei filmati bellici e non per i contenuti sessuali espliciti.

Per psicologi e sociologi, i video espliciti sulle azioni di guerra rischiano di fornire un’immagine distorta non solo dei conflitti armati, ma anche dei rapporti tra soldati e civili. L’effetto verità è viziato dallo stesso punto di vista dei video che non danno spazio alla sofferenza e al dramma vissuto da molti soldati al fronte: «Per quanto possano essere realistici, questi video non mostrano la guerra per ciò che è: spaventosamente vera».