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  • lunedì 26 Aprile 2010

Marijuana SpA

La marijuana a scopo terapeutico è già legale in 14 stati americani

Le aziende la considerano un brand, un prodotto come tanti altri; le leggi federali no

Negli Stati Uniti la marijuana a uso terapeutico è legale in quattordici stati: in California i cittadini voteranno il prossimo novembre per legalizzarla del tutto. L’aumento dell’uso della cannabis sta facendo crescere le dimensioni di un mercato fino a ieri molto piccolo, che ora si appresta a diventare un vero business.

Il New York Times scrive dell’esistenza di nuovi sostenitori della marijuana, uomini in giacca e cravatta che spingono per un cambio drastico dell’immagine dell’erba, attraverso la creazione di marchi e franchising, fiere e seminari. Insomma: vogliono trasformare l’erba in un’industria.

“Non ho camicie indiane, non mi sono mai fatto crescere il pizzetto, i capelli non mi hanno mai coperto la nuca. E non mi piace il patchouli”. Così risponde ironicamente Allen St. Pierre, il direttore dell’Organizzazione Nazionale per la Riforma sulla Legge della Marijuana, a chi pensa che l’industria della cannabis sia ancora una questione intrisa di controcultura sessantottina.

Steve DeAngelo, il presidente di CannBe — una società di marketing e consulenza — preferisce chiamarla con il termine scientifico: cannabis. Il suo obiettivo è mostrare ai clienti serietà e professionalità. Vuole far diventare CannBe un modello di business internazionale, con la speranza che la sua azienda diventi “la McDonald’s della cannabis”. La settimana scorsa, a una conferenza sulla cannabis in Rhode Island, DeAngelo ha introdotto un nuova categoria d’erba, più “leggera”, con agenti psicoattivi più deboli, nel tentativo di diversificare l’offerta e rendere sempre di più marijuana un prodotto di consumo classico, eliminando l’alone d’illegalità che le sta intorno.

L’impresa non è facile ma nemmeno impossibile: anche le sigarette danno dipendenza e uccidono, ma nessuno di noi si stupisce di trovarle ben confezionate sullo scaffale del tabaccaio.

Il tentativo delle aziende che sono entrate nel mercato della marijuana è adesso quello di spingere gli stati a regolarmentare la vendita di erba il più possibile, per riuscire a pararsi dagli attacchi e dalle denunce degli oppositori. L’amministrazione Obama si dichiara tendenzialmente a favore della marijuana a scopo medico, ma le leggi statali sono spesso confuse, e lasciano il fianco scoperto agli impresari della marijuana, spesso attaccati e denunciati dagli oppositori della legalizzazione.

Warren C. Edson, avvocato di Denver difensore di oltre trecento farmacie del Colorado, sente intorno a sè e al suo lavoro il timore che succeda qualcosa alla “Al Capone”, facendo riferimento al fatto che il celebre gangster venne arrestato per evasione fiscale e non per le sue molteplici attività criminali. “Come se non stessero per arrestare i nostri per la marijuana, ma per qualcos’altro”.