Le notizie false nell’era di Twitter

Alex Johnson ha scritto su Twitter che un nuovo vulcano islandese stava eruttando, ma non era vero

Le regole per limitare i danni in casi come questo

Lunedì scorso  a mezzogiorno Alex Johnson, un giornalista di MSNBC che segue il progetto Breaking News, ha pubblicato su Twitter il seguente messaggio:

“Una vasta nube fa pensare che un secondo vulcano islandese, Hekla, ha cominciato un’eruzione”

Breaking News ha un milione e settecentomila di abbonati su Twitter: nel giro di pochi secondi la notizia di una nuova eruzione nel caos di quei giorni stava facendo il giro del mondo. La fonte era una webcam sul sito meteorologico islandese, e le indicazioni sembravano indicare che fosse puntata sul vulcano Hekla.
Ma non era così.

La storia è raccontata dalla Columbia Journalism Review, a cui Johnson ha detto che il suo “fa pensare” (“indicates“) voleva essere esattamente un’espressione di cautela, e che il suo tweet successivo ripeteva che nessuna autorità aveva ancora confermato la notizia. Ma quando fu chiaro che non c’era stata nessuna nuova eruzione, si pose il problema di come correggere l’interpretazione che ormai circolava per tutto il pianeta.

Johnson spostò la questione sull’account di Twitter della redazione, discutendone lì. La CJR sottolinea quanto sia importante – nel nuovo sistema di news “in progress” – mantenere una trasparenza con i lettori sui modi in cui le notizie si formano e sul lavoro dei giornalisti su Twitter. E dà quattro suggerimenti in questo senso.

1) Creare uno spazio accessorio dove i lettori possono avere spiegazioni e chiarimenti. Il ruolo che nei giornali americani è dello “ombudsman”, il garante dei lettori.
2) Ripetere più di una volta le correzioni, e farle circolare il più possibile.
3) Indicare chiaramente l’attendibilità e il valore di una notizia. Farla precedere da indicazioni tutte in maiuscolo come ” NON CONFERMATA”, “IN EVOLUZIONE”, “CORREZIONE”.
4) Creare accessori di Twitter che aiutino l’annotazione e la correzione dei singoli tweet.

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