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  • domenica 25 aprile 2010

Il 25 aprile del mondo che ha la malaria

Il DDT, reputato l'arma più efficace contro la malattia, fu bandito in tutto il mondo negli anni Settanta

Oggi, 25 aprile, è anche il “World Malaria Day“, convocato per ricordare la gravità della malattia in molte aree del mondo, e ieri il Wall Street Journal l’aveva ricordato con un severo editoriale che riapriva la polemica sul mancato uso del DDT per combattere la malaria.

La questione è antica, controversa e drammatica. Il DDT è oggi ritenuto dagli esperti di malaria il sistema più efficace per uccidere le zanzare che ne sono portatrici e ridurre la diffusione della malattia. Ma una lunga storia di errori scientifici, propaganda e prudenze ha reso complicatissima la vicenda. Oggi il Wall Street Journal accusa alcuni dei promotori della Giornata della Terra di quattro giorni fa di essere tra i corresponsabili del mantenimento del veto nei confronti dell’uso del DDT.

Nel 1962 un libro di Rachel Carson intitolato “Silent spring” avviò la riflessione sui pericoli sul DDT, fino ad allora usato diffusamente come insetticida sia per uso domestico che in agricoltura. Carson, una biologa e zoologa americana, argomentò che il DDT è pesantemente cancerogeno e lanciò una battaglia perché venisse vietato: la sua campagna fu molto combattuta da interessi economici fortissimi ma creò una nuova consapevolezza sui temi ambientali e della salute, e alla fine ottenne che il DDT venisse vietato nei paesi occidentali, e che questi a loro volta imponessero ai paesi poveri di non usarlo più.

In realtà, molti studi del tempo e successivi trovarono diverse falle nelle analisi di Carson, e un ampio pensiero scientifico sostiene da decenni che i rischi del DDT siano preoccupanti solo nell’uso su larghissima scala in agricoltura, e in casi di contaminazione delle acque e poi dei pesci che vivono in quelle acque e dell’eventuale ingerimento della carne di quei pesci da parte di donne in stato di gravidanza. L’entità di questo pericolo è molto dibattuta, ma c’è invece un esteso consenso sul fatto che il pericolo sia infinitamente minore di quello costituito dalla diffusione della malaria nei paesi caldi e poveri. La malaria uccide un milione di persone ogni anno, soprattutto donne e bambini nell’Africa subsahariana. Ma malgrado il DDT sia un efficacissimo metodo per combatterla, secondo il Wall Street Journal l’OMS e le altre organizzazioni sanitarie e ambientaliste internazionali si oppongono tuttora alla sua reintroduzione in tutti i casi in cui sarebbe necessario: anche se c’è stata negli ultimi anni una nuova apertura all’uso dell’insetticida in alcuni stati. (In realtà all’interno dell’OMS ci sono diverse posizioni, come si è raccontato in questi anni).

Secondo il Wall Street Journal, che ricorda che non esiste alcuna prova di pericolosità del DDT usato in quantità moderate all’interno delle pareti domestiche, questa resistenza è frutto solo di una cattiva cultura e di una paura demagogica delle reazioni dei cittadini occidentali all’utilizzo di un prodotto vissuto ormai come un veleno. Solo l’amministrazione americana nell’ultimo decennio ha cominciato ad appoggiarne l’uso in alcuni paesi (Zambia, Mozambico, Guyana) e il WSJ si congratula col presidente Obama che ha rinnovato questa politica.

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