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  • martedì 13 aprile 2010

Più gravi del previsto i danni alla Grande Barriera Corallina

Il cargo cinese che si era incagliato il 3 aprile ha perso in mare 3 tonnellate di petrolio

Gli esperti, "Ferita lunga tre chilometri, 20 anni per risanare l'ecosistema"

Ci vorranno almeno venti anni prima che la Grande barriera corallina australiana si riprenda dai danni causati dalla Sheng Neng 1. Il cargo cinese di 230 metri che si era incagliato dieci giorni fa a largo della costa australiana con a bordo 65mila tonnellate di petrolio ha avuto un impatto molto pià grave del previsto sul delicato ecositema del reef. Secondo le rilevazioni dell’Autohority del parco marino, la Sheng Neng 1 ha polverizzato parti di fondale scavando un canale lungo tre chilometri e largo fino a 250 metri. E ora si teme per gli effetti che potrebbe causare la vernice tossica applicata allo scafo per impedirvi la crescita di specie marine, e che i sommozzatori hanno visto dispersa nella regione impattata. La vernice tossica, hanno spiegato gli scienziati, potrebbe impedire la ricolonizzazione della barriera e quindi allungare i tempi di recupero dell’area oltre i vent’anni.

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