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  • martedì 23 Marzo 2010

Ergastolo per l’ex nazista Heinrich Boere

Boere faceva parte di un corpo speciale delle SS incaricato di sedare con ogni mezzo gli oppositori nei Paesi Bassi

L'ex nazista ha 88 anni e potrebbe decidere di ricorrere in appello

L’ex SS Heinrich Boere è stato condannato all’ergastolo per aver ucciso tre civili nei Paesi Bassi nel corso dell’occupazione nazista nella Seconda guerra mondiale. Boere ha 88 anni ed è l’imputato di uno degli ultimi processi per crimini di guerra celebrati in Germania. Il miliziano aveva ammesso di aver partecipato nel corso del 1944 a una spedizione punitiva nella quale furono uccise tre persone.

Nel corso del processo, Boere ha dichiarato di aver semplicemente obbedito agli ordini ricevuti all’epoca e di non aver agito di propria iniziativa. La difesa aveva così chiesto la chiusura del procedimento o, nel caso di una sentenza, la possibilità di ricevere una pena massima non superiore ai sette anni. Le richieste non sono state accolte dalla Corte, che ha invece fatto propria buona parte delle richieste del pubblico ministero.

Stando alle ricostruzioni fornite in aula, Boere divenne un membro delle SS nel 1940 all’età di 18 anni e partecipò per due anni alle operazioni sul fronte orientale. Tornato nei Paesi Bassi nel 1942, il miliziano fu assegnato all’unità speciale delle SS denominata Feldmeijer. Il gruppo era composto da una quindicina di elementi, riceveva direttamente gli ordini da Berlino ed era incaricato di reprimere con ogni mezzo le sacche di resistenza e di opposizione in territorio olandese. I membri del corpo speciale si resero autori di numerose violenze e di decine di omicidi, i miliziani ricevevano i nomi dei sospettati e procedevano alla loro esecuzione.

Per le azioni commesse durante la Seconda guerra mondiale, nel 1949 Boere era stato condannato a morte, ma la sentenza era stata emessa in assenza dell’imputato. La pena era stata successivamente mutata nel carcere a vita, ma le autorità tedesche decisero di non accogliere la richiesta di estradizione formulata dai Paesi Bassi e condussero una serie di indagini separate chiudendo il caso negli anni Ottanta.

In seguito alle numerose pressioni ricevute dagli olandesi e grazie all’energico intervento del pubblico ministero di Dortmund, Ulrich Maass, il caso è stato riaperto nel corso del 2007, portando infine Boere alla sbarra. Nel corso del processo, Boere ha dichiarato di essere dispiaciuto per quanto accaduto nel 1944 e di pregare ogni notte per le vittime e per tutti i caduti in guerra. Quasi novantenne e trasportato su una sedia a rotelle, l’autore degli omicidi ha dichiarato: «Aspetto di morire». I legali di Boere potrebbero ora optare per un nuovo appello, ma nel frattempo attendono le prossime decisioni della Corte che dovrà decidere se far scontare o meno la pena all’anziano ex nazista.