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La nuova legge contro la povertà

È stata approvata ieri e comprende il nuovo "reddito di inclusione", ma non sarà in vigore da subito

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Giovedì 9 marzo il Senato ha approvato definitivamente la legge delega contro la povertà, che tra le altre disposizioni include la creazione del “reddito di inclusione” (REI), un aiuto di circa 480 euro al mese destinato a 400 mila tra i nuclei familiari che si trovano sotto la soglia di povertà. Il REI non sarà erogato immediatamente: quella approvata dal parlamento è una legge delega, cioè un testo che fissa una serie di paletti all’interno dei quali il governo può legiferare emanando “decreti attuativi” che entrano immediatamente in vigore, senza bisogno di ulteriori voti parlamentari.

Il ministro del lavoro Giuliano Poletti ha detto che i decreti attuativi saranno emanati «il prima possibile», i giornali parlano di un’attuazione della legge nei prossimi mesi, forse già nelle prossime settimane. Secondo i dati diffusi dal ministro, il REI sarà ricevuto da circa 400 mila famiglie, e ne beneficeranno 1,7 milioni di persone. Si tratta di un quarto dei 4,6 milioni di persone che secondo l’ISTAT si trovano in povertà assoluta, cioè che non sono in grado di acquistare un paniere di beni e servizi essenziali. Il REI è una misura che espande e aumenta i beneficiari che dallo scorso settembre percepivano il SIA, il sostegno per l’inclusione attiva, cioè circa 200mila famiglie che ricevevano mensilmente un aiuto di 400 euro.

Lo stanziamento previsto per finanziare il REI nel 2017 è di circa 2 miliardi, con altri 2 miliardi già previsti per il 2018. Per beneficiare della misura bisognerà essere residenti in Italia da un certo tempo, quindi non potrà essere utilizzata da migranti arrivati da poco. Il REI sarà assegnato in maniera prioritaria a famiglie con figli minori o affetti da disabilità, donne in stato di gravidanza e disoccupati di età superiore a 55 anni. L’accesso al REI sarà probabilmente condizionato. L’agenzia AGI scrive che il soggetto che ha diritto al REI «dovrà impegnarsi, per esempio, a garantire un comportamento responsabile, ad accompagnare i figli a scuola, a sottoporli alle vaccinazioni e ad accettare eventuali proposte di lavoro».

La delega prevede anche che il governo adotti un’altra serie di misure di razionalizzazione delle altre prestazioni assistenziali che oggi sono particolarmente numerose, complesse e frammentate. Non è ancora chiaro quali di queste prestazioni saranno cancellate, unificate o modificate e ci saranno probabilmente maggiori dettagli quando saranno approvati i decreti attuativi.

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