In Russia è scappato un robot

Ma gli si sono scaricate le batterie dopo 50 metri, mentre stava attraversando una strada, e ha causato un piccolo ingorgo

A Perm’, una città orientale della Russia europea, un robot è scappato da un laboratorio di ricerca e ha causato un piccolo ingorgo; poi è stato recuperato e riportato nel centro da dove era fuggito prima che potesse fare altri danni. I responsabili di Promobot, l’azienda che lo ha realizzato, hanno spiegato che stavano insegnando al robot a riconoscere l’ambiente che ha intorno e a muoversi autonomamente. Uno dei dipendenti ha lasciato aperta la porta del laboratorio e il robot è uscito per conto proprio per farsi una passeggiata, che però è finita dopo appena 50 metri perché si è scaricata la batteria.

Il robot si è spento in mezzo alla corsia di una strada nei pressi dei laboratori di Promobot e ha causato un rallentamento del traffico. Una persona che si trovava nelle vicinanze ha ripreso la scena con il suo cellulare: si vedono il robot in mezzo alla strada e un agente di polizia che non sembra avere molto idea di come comportarsi. In un secondo momento arriva uno dei tecnici dell’azienda, che sposta il robot per ricondurlo al laboratorio. Il momento di libertà del robot è durato 40 minuti circa, secondo i media locali, e non ha portato ad altri disguidi.

Nelle ore seguenti alla fuga del robot, alcuni hanno messo in dubbio la versione fornita da Promobot, alludendo alla possibilità che l’azienda lo abbia liberato intenzionalmente per farsi pubblicità. Secondo i responsabili della società, il robot può interagire con gli esseri umani e rispondere ad alcune loro domande, per esempio fornendo indicazioni stradali. Non è ancora chiaro quale sarà il futuro di Promobot, ma un’area di particolare interesse è legata al suo uso in ambito pubblicitario per campagne creative e interattive nelle città.

Robot e intelligenze artificiali sono tra gli ambiti in cui ci sono maggiori interessi e investimenti di denaro negli ultimi anni, sia in Europa sia negli Stati Uniti. La rapida diffusione di sistemi “intelligenti” è considerata il futuro, neanche troppo lontano, del nostro modo di interagire con i dispositivi elettronici.

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