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Ci siamo sbagliati sul logo di Hillary?

Molti l'avevano definito brutto e banale, ma ora che è in giro da qualche mese il sito Quartz spiega perché "in realtà è perfetto"

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Due versioni del logo usato per la campagna presidenziale di Hillary Clinton

Lo scorso aprile Hillary Clinton si è candidata a presidente degli Stati Uniti e ha presentato il logo della sua campagna elettorale: è una “H” semplice, piatta e massiccia in cui la linea orizzontale è una freccia rossa. Nelle ore e nei giorni successivi alla sua diffusione il logo è stato molto criticato (e preso in giro) per essere troppo stilizzato, poco elegante e moderno. Alcuni tweet l’hanno paragonato al simbolo usato per gli ospedali, altri ne hanno notato le affinità con la bandiera islandese, altri ancora avevano criticato il predominante uso del rosso, il colore che negli Stati Uniti si associa al partito Repubblicano, e il fatto che la freccia puntasse verso destra. «Che sia stato realizzato da un comitato esecutivo o da uno stagista cintura nera di Microsoft Paint», aveva scritto Slate, «questo logo è destinato a essere parte della discussione per i prossimi mesi». Politico aveva scritto, sempre ad aprile, che il luogo giusto per quel logo era il cestino della spazzatura. Ora qualcuno sta cominciando a cambiare idea.

I pochi che avevano apprezzato il logo scelto per la campagna di Hillary Clinton lo avevano invece paragonato alla “O” usata da Barack Obama per la sua campagna presidenziale del 2008. Un logo al tempo ritenuto innovativo, perché molto più simile a quelli delle grandi aziende che a quelli solitamente usati per delle campagne elettorali. Anche in quel caso una sola lettera, e anche in quel caso non solo il blu (il colore del partito democratico) ma anche il bianco e il rosso, i colori della bandiera degli Stati Uniti. Chi aveva elogiato il logo scelto per la campagna di Clinton ne ha apprezzato la semplicità, la capacità di sintesi, l’efficacia iconica.

«Seppur possa apparire goffo e poco originale, il logo di Hillary Clinton è perfettamente funzionale», ha scritto in questi giorni Quartz, che ne ha recensito positivamente la capacità di attirare l’attenzione, di farsi notare e ricordare. Un primo esempio della funzionalità del logo si è visto quando, per mostrare il supporto di Hillary Clinton per i matrimoni tra persone dello stesso sesso, è stata presentata una versione diversa in cui comparivano i colori della bandiera arcobaleno.

Sempre Quartz ha pubblicato il 10 maggio un articolo che difende e elogia ancora – e ancora di più – il logo scelto da Hillary Clinton. Il titolo dell’articolo è: “È ufficiale: il logo di Hillary Clinton in realtà è perfetto” e spiega che il logo – così come quello che usò Obama – ha mostrato nel tempo la sua vera forza e la sua piena utilità. Il logo, scrive Quartz, si è mostrato particolarmente efficace sui social media, dove negli ultimi mesi è stato declinato, modificato e adattato a seconda dei contesti, delle circostanze e delle necessità.

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La principale qualità del logo, scrive Quartz, è il suo essere strategicamente predisposto alla flessibilità. Grazie ai diversi sfondi che di volta in volta vengono messi sul logo, la “H” della campagna di Hillary Clinton mostra il suo valore: «Nonostante i cambiamenti il logo resta riconoscibile, e la molto criticata freccia che punta verso destra si palesa ora come quello che voleva rappresentare: un modo di indicare il futuro». Gli sfondi che cambiano sono un’innovazione stilistica ma anche una perfetta rappresentazione del messaggio che Hillary Clinton vuole trasmettere: un messaggio che parla di inclusività e forza collettiva. Il logo di Hillary Clinton, conclude Quartz, è un logo fatto per vincere, ma anche e soprattutto per essere ricordato (anche oltre un’eventuale vittoria).

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