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La volta che Monti multò Microsoft

La volta che Monti multò Microsoft

La storia della sanzione senza precedenti da 497 milioni di euro inflitta nel 2004 dall'allora commissario europeo per la concorrenza

10 novembre 2011

Mario Monti è stato nominato senatore a vita nel tardo pomeriggio di ieri dal presidente Napolitano, in vista della possibile costruzione di un nuovo governo tecnico. Fino a questo momento, però, Mario Monti era noto alle cronache italiane principalmente per il suo ruolo da commissario europeo. A partire dal 1995, infatti, Monti è stato commissario per quasi dieci anni, appoggiato dai governi Berlusconi I e D’Alema I, diventando famoso per la vicenda Microsoft, una delle più grandi cause legali antitrust mai avviate in Europa.

Nel 1993 la società informatica Novell accusò Microsoft di comportamento anticompetitivo. L’iniziativa legale contestava il fatto che a ogni computer venduto dai produttori che adottavano i sistemi operativi Microsoft fosse applicato il pagamento per una sorta di diritto di concessione, anche se sul PC non era installata una versione di Windows. Della vicenda si occupò anche la Commissione europea, che raggiunse infine un accordo l’anno successivo modificando la politica delle concessioni. All’epoca Monti era stato indicato dal governo Berlusconi e sarebbe diventato Commissario europeo per il Mercato interno nel gennaio del 1995.

Valutati anche i risultati ottenuti da Novell, nel 1998 la società Sun Microsystems decise di contestare il comportamento di Microsoft, accusando la società di non fornire informazioni sufficienti sulle proprie interfacce del sistema operativo Windows NT. L’iniziativa portò a una indagine da parte della Commissione europea, che negli anni seguenti si estese ad altre pratiche ritenute lesive per la concorrenza. Microsoft fu accusata di distribuire insieme al sistema operativo il programma Windows Media Player, un riproduttore per i file multimediali, a scapito degli altri produttori di programmi simili, che rimanevano in ombra.

Nel periodo in cui Monti era al suo secondo incarico come Commissario, questa volta con responsabilità sulla tutela della concorrenza, l’Unione produsse una decisione preliminare ordinando a Microsoft di avviare la produzione di una versione di Windows senza Windows Media Player. Alla società fu anche richiesto di fornire più informazioni sui propri software per la gestione dei server, permettendo agli altri produttori di realizzare programmi compatibili e in grado di dialogare con quelli di Microsoft, senza rimanere tagliati fuori dal mercato.

La decisione preliminare fu annunciata nel 2003, ma Monti divenne molto famoso l’anno seguente quando a marzo dichiarò che a Microsoft sarebbe stata inflitta una multa pesantissima e senza precedenti. Alla società fu ordinato di pagare 497 milioni di euro, provvedimento che si aggiunse a quelli comunicati in precedenza sui codici per i sistemi server e la versione del sistema operativo senza Windows Media Player.

Nel suo annuncio, Monti diceva di non essere riuscito a raggiungere un accordo soddisfacente con Microsoft e di voler quindi impegnare la Commissione per sanzioni severe, pur riconoscendo l’alta professionalità dei dirigenti della società.

Abbiamo fatto notevoli progressi nella risoluzione dei problemi che si erano presentati in passato, ma non siamo riusciti a trovare un accordo sugli impegni per il futuro.
Alla fine ho dovuto prendere una decisione nell’interesse della concorrenza e dei consumatori in Europa e ritengo che, da questo punto di vista, la soluzione migliore sia una decisione che crei un importante precedente.
È infatti essenziale disporre di un precedente che fissi principi chiari per il comportamento futuro delle imprese che detengono una posizione dominante sul mercato di questa portata.

Nel luglio del 2004 Microsoft pagò la multa e nel mese di ottobre Monti terminò il proprio mandato. Gli succedette Neelie Kroes che negli anni seguenti continuò a occuparsi di Mircosoft, infliggendole una nuova multa da 280 milioni di euro con l’accusa di non aver rispettato per tempo quanto imposto dalla Commissione europea. Microsoft fece ricorso per la prima multa da 497 milioni di euro, ma perse l’appello e la sanzione fu confermata.

Nel 2008 Microsoft fu multata nuovamente per 899 milioni di euro dall’Unione, con l’accusa di non aver rispettato le decisioni antitrust assunte nel marzo del 2004 quando Monti era Commissario. Lo scorso maggio Microsoft ha deciso di chiedere uno sconto all’Unione Europea, facendo leva sulla collaborazione avviata negli ultimi tre anni per risolvere i contenziosi legati alla violazione delle leggi sulla libera concorrenza.

In una intervista del febbraio 2010 sul Corriere della Sera, Mario Monti tornò sulla vicenda UE contro Microsoft, spiegando le ragioni di un provvedimento così duro nei confronti della società informatica.

La ragione principale per cui non accettammo un compromesso, pur correndo il rischio che Microsoft ricorresse in giustizia, è che ritenevamo importante stabilire una certezza giuridica su cosa vuole dire abuso di posizione dominante nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. […] in questi settori la velocità dei fenomeni è tale che c’ è una tendenza a vedere imprese in grado, grazie alle loro tecnologie, di trasferire il loro dominio su mercati adiacenti. Per questo è stato importante dare agli operatori un quadro giuridico più chiaro: per casi analoghi, da ora in poi non serviranno tutti gli anni che sono serviti a noi per giungere a una decisione.

Le modalità adottate nel 2004 dall’Unione per sanzionare Microsoft sono diventate negli anni un modello a livello internazionale per azioni legali simili, spiegava Monti: «Sono spesso aziende americane a presentare esposti a Bruxelles contro altre aziende americane. Hanno capito che la vigilanza e l’attivismo in Europa sono stati maggiori e sono competitivi a livello globale».

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  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    Sarebbe stata una notizia se Monti avesse multato mediaset, ovvero rete4.

  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    Quanto afferma monti mi fa morire: “ritenevamo importante stabilire una certezza giuridica su cosa vuole dire abuso di posizione dominante nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.”

    Mediaset non gli viene neanchee in mente…

  • lornova

    Mi è già antipatico. Viva Windows! Viva Bill Gates!

  • pferrari

    L’autore del commento di cui sopra si rende conto di evere detto una minchiata di un benaltrismo gigantesco???

  • gianniburzi

    Monti e’ anche quello che fermo’ il merge tra General Electric e Honeywell, ossia tra due aziende americane, per ragioni di antitrust europeo. Nel periodo di massimo splendore di Jack Welch, tra l’altro.
    L’uomo ha le palle, su questo non c’e’ dubbio.

  • superd

    non mescoliamo le mele con i cavoli: primo la legislazione antitrust comunitaria si applica al mercato unico europeo (rispetto al quale mediaset evidentemente non ha alcuna posizione dominante) non all’italia alla quale si applica la legislazione antitrust nazionale (secondo cui mediest è quasi a posto); secondo monti era commissario alla concorrenza europeo e non capo dell’autorità antitrust italiana alla quale spetta il controllo del mercato italiano

  • andreant

    http://www.aNakedView.com: tecnicamente Mediaset non ha un “abuso dominante nelle tecnologie dell’informazione e della comunicazione”, non è monopolista anche se copre una grossa fetta di mercato. Ribadisco, tecnicamente. Sarebbe stato da idioti imporre sanzioni per questo, ci sarebbe stato un precedente per imporre sanzioni a molte altre emittenti europee. Se poi parli dell’influenza che ha la persone di Berlusconi sulla telecomunicazione italiana, è un altro paio di maniche, ma in ogni caso quello che hai detto non quadra.
    Non spaliamo m***a su Monti giusto perchè ci piace.

  • invernomuto01

    Bravi così, complimenti per la marchetta al finanziere filotedesco. Fate veramente schifo

  • superd

    invernomuto complimentoni a te per il commentino equilibrato esaustivo ed informato ed anche per il giudizio sereno. mi permetto due piccole correzioni: monti non è un finanziere (è un professore ed un economista) e notoriamente non è filotedesco … comunque bravo e mi raccomando: continua a condividere con noi queste approfondite analisi

  • stranger

    I Troll sono figli dell’ignoranza, della rabbia non razionalizzata e dell’idiozia.
    Speriamo bene che qui si va gambe all’aria tutti, sia geni che stupidi.

  • pablo72

    Capisco che dopo essere stati governati per 20 anni da Berlusconi, anche Giulio Cesare sembrerebbe un campione di equilibro. Però davvero non capisco tutto questo entusiasmo per un lobbista globalista a capo del governo.

  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    A me risulta che la corte europea abbia multato lo stato italiano proprio a causa del fatto che rete 4 è abusiva. L’antitrust europea quindi, non quella italiana.

  • http://www.anakedview.com/ www.aNakedView.com

    P.S:. a me poi monti non piace neanche un pò. Rappresenta interessi finanziari, non rappresenta la gente, nè tantomeno me.
    .
    Quando salirà al potere qualcuno da cui mi sento rappresentato vi faccio un fischio.

  • maragines

    Sarebbe anche il caso di ricordare che “gli interessi finanziari” sono, per forza di cose, sostenuti dalla gente.
    Certo, non sono sostenuti dalla gggente (con tre g). O dal “popolo”.
    Ma questa dicotomia per cui esiste la gggente/popolo e “gli interessi finanziari” che si autoalimentano e sostengono senza che un solo essere umano sia dietro loro è infantile.
    *
    Giulio Cesare? Nel proprio sistema politico era, non solo equilibrato, ma persino rispettosissimo della costituzione romana. Certo se ci si affida alla lettura di Brecht la lente deformante impedisce di cogliere alcuni aspetti…

  • maragines

    Su Rete4 e diritto europeo:
    1) Affermare che esiste una normativa italiana distinta e separata da una europea in tema di libera concorrenza e tutela del mercato è grossolano. Sia in punto di diritto che di fatto è poi un calcio a quasi trent’anni di integrazione e giurisprudenza europea ed è quindi un affermazione falsa in molti aspetti e punti.
    *
    2) La Corte di Giustizia Europea si è pronunciata sulle norme nazionali che consentivano di rendere legittime le frequenze di cui Rete 4 si era “impadronita” ed ha giudicato illegittime quelle norme, non l’esistenza di Rete 4.
    **
    3) Sulla legittimità della posizione commerciale di Rete 4 gravava (durante il mandato di Monti) un contenzioso in Italia. Il che rendeva sciocco e persino largamente illegittimo intervenire da Bruxelles sulla faccenda.