I prossimi dieci anni di “Ok Boomer!”
Un bilancio di un anno di newsletter di Michele Serra sul Post, e di conversazioni con decine di migliaia di lettori

Un bilancio di un anno di newsletter di Michele Serra sul Post, e di conversazioni con decine di migliaia di lettori

Fu un giorno nero a Dallas, novembre ’63, giorno d’infamia per l’eternità [Continua]

Un discusso meme molto usato in questi giorni su Internet è una risposta polemica ai "baby boomer", dai giovani che li accusano di aver fatto grossi danni a tutti e al pianeta

«Capirò qualcosa di questo posto, o ne sto solo consumando la mia briciola a pagamento?»

È la Beta, che nel 2026 compie un anno: le altre vi ricordate come si chiamano?

«È impossibile occupare militarmente il nostro spazio interiore, almeno fino a che Elon Musk avrà inventato un chip microbico che ci mangia il cervello e lo rimpiazza con qualcosa»

«Siamo davvero nell’ora tra il cane e il lupo, in bilico, sospesi»

«Ma è normale che una presidente del Consiglio, formalmente a capo del Paese e dunque munita di un pulpito non solo potentissimo, ma delicato e istituzionale, passi il suo tempo a incazzarsi per quello che scrivono i giornalisti?»

«Tanta ira deve pure avere avuto, da parte mia, un qualche innesco. Una qualche responsabilità. Ho detto, ho fatto qualcosa che non va?»

«Se fossi credente, valuterei con odio implacabile chi abusa della religione per ragioni di supremazia razziale o politica»

«Disobbedisco ai neuroni-sentinella e mi iscrivo al giochino social del momento, “preferisci Melania Trump o Rama Duwaji?”, molto praticato nei peggiori siti social d’America»

«Mi capita spesso di invidiare chi sa poco del mondo, è poco informato, e nella nebbia (metaforica) vive avvolto per tutto l’anno»

«Infastidisce, nell’“occidentalismo” quando diventa ideologico, quel complesso di superiorità che rischia di impedirci l’esercizio della tolleranza, ovvero di ciò che vantiamo essere la nostra virtù più preziosa»

«È un romanzo, per dimensioni addirittura un romanzetto, ma soprattutto per colpa del suo fortunato titolo viene ininterrottamente tirato in ballo, da molti anni, come se fosse un severo saggio sui “giovani d’oggi”»

«Eppure, a pensarci bene, è proprio sulla base di questi stessi parametri che dovremmo riconoscere, anzi ammettere di “stare bene”: ovvero di godere di libertà, tutele, occasioni, beni materiali, esperienze che sono negate a moltitudini»

«Bisognerebbe che ognuno di noi, non perché costretto ma per imparare a stare al mondo, si facesse una settimana in carrozzina»


Come la pausa prima di iniziare un video e altri comportamenti superati che i più giovani non mancano di far notare

