Una canzone dei Brigitte calls me baby
E gran stiracchiamento di vocali

E gran stiracchiamento di vocali

È stata una delle attrici più affascinanti, famose e discusse della storia del cinema e non solo: aveva 91 anni

E Saint-Tropez diventò Saint-Tropez: fu merito del film “E Dio creò la donna”

Raccontano la vita dell'attrice francese nota in tutto il mondo per la bellezza, lo stile e la sensualità

Promuovevano la teoria complottista secondo cui la moglie del presidente francese sarebbe biologicamente un uomo

Circola da anni, ora la coppia ha fatto causa a una podcaster statunitense che ci ha dedicato un'intera serie YouTube

L'azienda coreana che ha prodotto "Baby Shark" nel 2016 si è quotata in borsa e vale 350 milioni

«Nel 1999, quando “...Baby One More Time” fu il disco più venduto, avevo i capelli rasati e cacciavo lucertole col mio vicino di casa. Stavo rifiutando il suo modello di femminilità o cercavo di aderire a quello maschile?»

Ovvero i minori che diventano famosi online, spesso per volontà dei genitori: è in discussione al Senato in questi giorni



«Siamo davvero nell’ora tra il cane e il lupo, in bilico, sospesi»

Tra i primati siamo gli unici a sbizzarrirci nei vari “gu-gu-tata-pa”, quello che in inglese si chiama baby talk


«Prima del ’22 da queste parti non c’erano barriere. Si andava a funghi sconfinando dalla Lettonia in Russia, e viceversa. Oggi questa è la frontiera invalicabile d’Europa. Di qua si stendono campi color tabacco, al di là della rete c’è il bosco. Un quadriciclo militare punta velocissimo verso di me: “Altolà! Cosa ci fa qui?”»

«La destra Usa è sempre più ghiotta della simbologia satanica e apocalittica. Ma è un risveglio che riguarda tutte le latitudini. A me è tornata alla mente la pantàfica abruzzese: una donna dagli occhi demoniaci che si sedeva sulle persone addormentate e impediva loro di dormire bene. Mio nonno smise di incolparla quando per cena si limitò alle minestrine».

«Mentre scaldo il biberon, parte di me scalpita per tornare nel flusso della città, un’altra sussurra di restare, di licenziarmi, di lasciarmi cullare dal calore della vita domestica»

«Nel mio caso per fortuna non c’erano statue da tirar giù come per Nerone o Caligola (o Saddam Hussein) e mi rifiuto di credere che ora mi chiamino, come si dovette per anni fare in Argentina, “tirano prófugo” o “dictador depuesto”. Eppure da qualche giorno mi chiedo cosa significhi per me essere oggetto di una minuscola forma di “damnatio memoriae”»

«Respingevo l’idea che il Gatto, il senza nome, fosse antipatico. Stalin-Napoleone mi faceva rabbia. Compativo e sostenevo Trockij-Palla di Neve. Esultai quando lo Zar-Jones venne spodestato. Suppongo, ripensandoci, che dentro di me infuriasse una guerra di letture, una guerra di libri contro libri»
