Piccole storie di morte in carcere

Adriana Ambrosini aveva 24 anni, era di Pavia, il suo nome è comparso sui giornali qualche giorno fa. Sparito subito, però. Perché la storia di Adriana Ambrosini è una storia piccola. Si è uccisa di domenica sera, il 3 aprile, nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere. Doveva scontare due anni di internamento, uno era già trascorso. All’ora di cena si è allontanata dalla mensa con una scusa, è entrata nella sua stanza e si è impiccata alle grate di una finestra.

È una storia piccola quella di Adriana ma che va messa in fila con quelle di tanti altri. Carlo Saturno, di 22 anni, si è impiccato nel carcere di Bari il 7 aprile. Quando aveva 17 anni fu tra i detenuti dell’istituto minorile di Monteroni, a Lecce, che subirono sevizie e torture da parte di alcune guardie. Per quei fatti è in corso un processo a Bari.
Venti persone si sono suicidate in carcere in Italia dall’inizio dell’anno: sono 18 detenuti e due guardie penitenziarie. Altri 17 detenuti sono morti per malattia. Per altri dieci casi sono in corso indagini per capire le cause della morte. In tutto sono 47 persone.

Di tutto questo, delle condizioni spesso inumane della carceri italiane, non si occupa nessuno tra chi governa. Altro che prescrizione breve.

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