L’assessore grillino è importato

Voleva impressionare gli elettori di Parma, il candidato grillino Pizzarotti che ieri ha annunciato i primi nomi della sua eventuale giunta. Invece ha acceso un riflettore straordinario su come Cinque stelle pensa di fare il salto di qualità, da gruppo di opposizione sul territorio a partito di governo, delle città e magari del paese.

L’elenco di coloro che si sono «messi a disposizione» di Pizzarotti è di tutto rispetto: Loretta Napoleoni, Paolo Berdini, Maurizio Pallante, Pierluigi Paoletti, Fabio Salviato. Intellettuali, economisti, urbanisti, personalità conosciute nei rispettivi campi, alcuni di una certa notorietà televisiva. Con qualche caratteristica in comune: sono tutti più o meno teorici o simpatizzanti della decrescita (prospettiva interessante per una città con un indebitamento mostruoso); sono tutti politicamente collocabili da sinistra all’estrema sinistra (Berdini e Napoleoni possono essere letti sul Manifesto, sul Fatto, sull’Unità); sono tutti accesi contestatori del sistema economico e finanziario internazionale e italiano; nessuno di loro è di Parma.

Per l’esattezza, con Parma non hanno nulla a che fare: alcuni hanno avuto esperienze amministrative in altre città, Napoleoni com’è noto vive a Londra, a parte le trasferte per partecipare a Ballarò. Sono tutte persone interessanti e di valore ma sorgono inevitabili alcune domande. Se, oltre che a Parma, Grillo potesse vincere anche in un’altra dozzina di città, come potrebbe moltiplicare questa raccolta di figurine di super-esperti nazionali e internazionali?

Che ne è dell’assoluta priorità data da Grillo (con grande enfasi retorica) alle competenze del territorio, se per gli incarichi di governo più importanti va a pescare addirittura all’estero? Non è come confessare l’assoluta improvvisazione e impreparazione dei pur simpatici dirigenti grillini locali?

Infine: il Pdl, che per dispetto al centrosinistra appoggia Pizzarotti al ballottaggio, lo sa a che tipo di persone potrebbe consegnare Parma? Davvero l’ex grande partito dei liberali italiani sposa la linea della decrescita in un comune solo?